Cellulari e WiFi causano tumori al sistema nervoso

Cellulari e WiFi causano tumori al sistema nervoso

L'Organizzazione Mondiale della Sanità fa marcia indietro e dichiara potenzialmente pericolosi cellulari e Wi-Fi: potrebbero causare tumori

Dopo aver affermato per anni che non costituivano assolutamente un rischio per la salute, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato nella radiofrequenze dei telefoni cellulari e di apparecchiature wireless una “possibile causa di cancro negli esseri umani”. L’affermazione, frutto di una serie di studi condotti sugli animali, rappresenta un primo passo nel chiarire l’annosa questione della pericolosità delle apparecchiature elettroniche utilizzate per la comunicazione.

In particolare, il team di 34 esperti che si è occupato dello studio ha osservato che si possono notare delle evidenze, seppur limitate, per quanto riguarda il glioma e il neurinoma acustico (tumore del nervo uditivo, N.d.R.), mentre per altri tipi di tumore i dati non sono risultati sufficienti a ipotizzare una correlazione.

Gli esperti hanno comunque sottolineato che si tratta ancora di studi preliminari:

La nostra classificazione implica che ci potrebbe essere qualche rischio e che tuttavia dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il legame tra i cellulari e il rischio potenziale. Nel frattempo è importante prendere misure pragmatiche per ridurre l’esposizione, come l’uso di auricolari o il preferire i messaggi di testo alle telefonate ove possibile.

Come ricorderete, in questi ultimi mesi non sono mancati altri studi sull’argomento, ognuno dei quali è giunto a una conclusione diversa. Se, infatti, in alcuni casi i telefonini sono stati ritenuti potenzialmente cancerogeni, in altri sono stati addirittura considerati utili per la memoria e in altri ancora non si è arrivati a un risultato certo. L’esempio più famoso è stato il colossale “Interphone“, costato 10 anni di lavoro, circa 19 milioni di euro e 10.000 interviste in 13 Paesi.

Nonostante gli sforzi, i risultati dello studio non hanno assolutamente chiarito la questione, mostrando solo una minore probabilità di sviluppare i tumori in chi utilizzava poco il telefonino rispetto agli utilizzatori più assidui (non più di mezz’ora al giorno), per i quali si registrava una probabilità superiore al 33% di sviluppare il glioma.

Come spesso accade, tali pareri discordanti hanno direttamente influenzato la disputa in corso fra le diverse associazioni di categoria. Secondo Assotel (l’associazione che rappresenta le imprese di telecomunicazioni), ad esempio, la IARC ha classificato l’esposizione ai campi elettromagnetici a radio frequenza nella classe 2B, la stessa a cui appartengono ad esempio il caffè e i sottoaceti. In riferimento all’uso del telefono cellulare, quindi, “ci potrebbe essere qualche rischio” ma occorre approfondire le conoscenze scientifiche in merito.

Di diverso avviso il Codacons che, tramite le parole del presidente, Carlo Rienzi, ha dichiarato:

Già da tempo il nostro ufficio legale, sulla base delle conoscenze finora acquisite ha avviato un studio sulla fattibilità di un class action in favore di tutti coloro che utilizzano telefonini cellulari in relazione ai danni alla salute da questi prodotti. Dopo l’allarme lanciato dall’Oms la nostra azione collettiva prende sempre più forma ed è destinata ad approdare a breve in tribunale. Lo scopo della nostra class action è quello di far ottenere un risarcimento agli utilizzatori di cellulari per i gravi rischi corsi legati alla possibile insorgenza di tumori. Dopo la notizia diffusa oggi chiediamo al Ministero della Salute di obbligare i produttori di apparecchi telefonici ad apporre sui cellulari avvertenze circa possibili pericoli per la salute al pari di quanto già avviene per i pacchetti di sigarette.

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