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Cellulari e tumori: Corte d’appello di Torino conferma la connessione

Cellulari e tumori: Corte d’appello di Torino conferma la connessione

Secondo la Corte d'Appello di Torino esiste un legame tra cellulari e tumori, confermata la sentenza del Tribunale di Ivrea.

C’è una connessione diretta tra utilizzo del cellulare e tumori alla testa. A stabilirlo è la Corte d’Appello di Torino, intervenuta in merito alla disputa in corso tra l’INAIL e Roberto Romeo, ex dipendente Telecom Italia. Il ricorrente ritiene il lavoro svolto in azienda responsabile per il neurinoma del nervo uditivo che lo ha colpito.

Dopo una prima sentenza di condanna datata 2017, a opera del Tribunale di Ivrea, la Corte d’Appello di Torino ha confermato quanto stabilito in primo grado, ovvero l’esistenza di un legame tra esposizione alle onde elettromagnetiche dei cellulari e sviluppo di tumori alla testa. Una tesi al contrario smentita da un rapporto, pubblicato nel corso del 2019, firmato ISS (Istituto Superiore di Sanità), CNR-Irea ed Enea.

Lo sviluppo del neurinoma ha portato poi alla rimozione del nervo uditivo dell’orecchio destro (che ha perso quindi la sua funzione ricettiva) del ricorrente. Ciò sarebbe scaturito dall’utilizzo del cellulare, a scopo lavorativo, per 4-5 ore al giorno nell’arco di circa 15 anni. Sull’esito del dibattimento è intervenuto anche lo stesso Romeo, che sostiene la necessità di tutelare adeguatamente i consumatori con un’informazione puntuale e pertinente:

Sulle scatole dei cellulari bisognerebbe scrivere ‘Se non usato correttamente, nuoce gravemente alla salute’. Ecco cosa servirebbe. La sentenza di oggi contribuisce all’informazione sul tema e la questione riguarda anche i bambini, che sempre più utilizzano i cellulari.

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