Cellulari e tumori: studio trova indizi nella saliva

Cellulari e tumori: studio trova indizi nella saliva

Cellulari e rischio tumori, alcuni indizi per valutare l'entità del pericolo individuati dai ricercatori israeliani.

Collegare l’uso dei cellulari al rischio tumori è un dibattito ancora aperto. Nessuno degli studi presentati fino ad ora è riuscito a chiudere in maniera definitiva la questione, in nessuna delle direzioni. A cercare di portare chiarezza nel settore è arrivato uno studio dell’Università di Tel Aviv, pubblicato sulla rivista Antioxidants and Redox Signaling, che tramite l’analisi della saliva di alcuni utilizzatori ha elaborato uno schema di valutazione del potenziale di rischio.

Secondo quanto riportato nei risultati della ricerca guidata da Yaniv Hamzany, ricercatore presso la Sackler Faculty of Medicine dell’Università di Tel Aviv, l’utilizzo superiore alle 8 ore al mese produrrebbe un evidente aumento di rischio di sviluppare forme di cancro. A suggerire l’impiego della saliva per la valutazione del possibile aumento di rischio tumorale la posizione in cui viene tenuto il cellulare durante l’utilizzo, vicino appunto alla ghiandola salivare.

Al centro del problema sarebbe lo stress ossidativo che le onde elettromagnetiche di cellulari e cordless provocano negli utilizzatori, in grado di portare danni al sistema cellulare dell’uomo con lo sviluppo di “tossici radicali perossidi”. In grado di produrre danneggiamenti anche allo stesso DNA, secondo i ricercatori rappresenterebbe uno dei maggiori fattori di rischio in relazione allo sviluppo di malattie tumorali.

Lo studio quindi porta a ritenere verosimile un aumento di rischio derivata dall’uso di cellulari e cordless piuttosto che a stabilire un legame diretto con lo sviluppo del cancro. Resta quindi valida al momento la classificazione data dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che vede questi dispositivi come elementi cancerogeni di categoria 2b ovvero “potenzialmente cancerogeni”.

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