Celle solari: efficienza record grazie a un supercomputer IBM

Celle solari: efficienza record grazie a un supercomputer IBM

L'idea del gigante informatico e della Harvard University: sfruttare l'energia dei computer inattivi per analizzare migliaia di composti adatti a captare l'energia solare.

Usare l’energia dei computer inattivi per fare ricerca sulle celle solari: gli scienziati della Harvard University e della IBM Corporation stanno creando un “super computer” per studiare milioni di composti chimici in tempi brevi, allo scopo di individuare quelli più efficienti nel captare l’energia solare.

Il World Community Grid di IBM è già quello che viene definito un super computer: migliaia di PC privati sparsi nel mondo che, in alcuni periodi come ad esempio le ore notturne, “regalano” la loro energia al gigante informatico, in modo che la usi per le ricerche. Adesso, con il Clean Energy Project, l’energia dei volontari sarà indirizzata verso la ricerca sulla sostenibilità della produzione energetica.

Il problema principale alla diffusione massiccia degli impianti solari, infatti, è la bassa efficienza che gli standard attuali garantiscono -per le celle in di silicone è del 19% circa- mentre nel caso di celle più efficienti gli oneri di produzione diventano proibitivi.

Finora, il data base del CEP, ha già raccolto circa 2,3 milioni di composti chimici che potrebbero essere candidati perle celle fotovoltaiche organiche, cui si può accedere gratuitamente online. I ricercatori di Harvard sperano di trovare nuovi composti a base organica per aumentare l’efficienza delle celle riducendo, contemporaneamente, i costi di produzione. Inoltre, l’energia in eccesso sarà usata dai volontari IBM anche per portare avanti anche ricerche mediche su temi come l’Aids, il cancro infantile e la malaria.

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