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Cavalli, carne cruda per il sashimi: cucina horror in Giappone

Cavalli, carne cruda per il sashimi: cucina horror in Giappone

Fonte immagine: Pixabay

Cavalli costretti a viaggi della morte intercontinentali, per soddisfare l'ultima moda giapponese: quella del sashimi a base di carne cruda.

Cavalli chiusi in gabbia e spediti da una parte all’altra del globo, per soddisfare l’ultima delle mode giapponesi in fatto di alimentazione. Quella del Basashi, un sashimi realizzato con carne cruda di equini di razza. Un trend che sta sollevando proteste a livello internazionale, in particolare in Canada e negli Stati Uniti, da dove provengono i cavalli più ricercati dai giapponesi.

Il sashimi di carne cruda di cavallo esiste da moltissimi tempo nella cultura culinaria giapponese, tuttavia negli ultimi mesi è divenuto una vera e propria moda. Soprattutto nella fascia alto-spendente della popolazione, poiché considerato piatto di lusso. E così ne è nato un mercato internazionale, dove esemplari vivi sono sottoposti a inutili attraversate oceaniche pur di raggiungere i mattatoi nipponici.

Cavalli per il sashimi: il mercato

Gli estimatori del sashimi a base di carne di cavallo non si accontentano degli equini nipponici, ma da qualche tempo chiedono al mercato esemplari sempre più ricercati, provenienti da luoghi lontani del mondo. In particolare, i consumatori sono molto attratti dai quadrupedi statunitensi e canadesi, soprattutto se di razza o provenienti da un glorioso passato nell’ippica.

La richiesta ha alimentato veri e propri viaggi dell’orrore, dove decine di cavalli “a fine corsa” vengono stipati in piccole gabbie e costretti ad attraversare diversi continenti. L’usanza giapponese impone infatti di macellare i cavalli poco prima del consumo, di conseguenza gli animali devono essere spediti vivi. E gli allevatori nordamericani accettano di buon grado, considerando come ogni esemplare venga ricompensato con somme che partono dai 25.000 dollari.

La protesta

Lo scorso 30 settembre alcuni attivisti hanno inscenato una protesta presso il Calgary International Airport, in Canada, per richiedere alle autorità di vietare questi viaggi della morte. Judith Samson-French, veterinaria di Bragg Creek, ha descritto condizioni drammatiche per gli equini destinati ai macelli giapponesi:

Stiamo cercando di sensibilizzare, di far sapere alla gente cosa sta accadendo, poiché la maggior parte delle persone non ne è al corrente. E non ho ancora trovato qualcuno che non sia schifato nel vedere questi orsi, esportati per i mattatoi nipponici e costretti in simili condizioni. […] Lo scorso maggio cinque cavalli sono arrivati in Giappone. Stavano male. Uno è stato rinvenuto morto all’atterraggio, gli altri quattro non riuscivano a reggersi in pieni. Prima della partenza un cavallo stava male, qui a Calgary, è stato estratto dalla gabbia, osservato e rinchiuso nuovamente, senza nemmeno un antidolorifico.

Anche la CHDC Canadian Horse Defense Coalition ha espresso preoccupazione per la pratica, chiedendo che venga definitivamente vietata.

Fonte: CBC

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