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Cassazione: non curare il cane malato è maltrattamento

Cassazione: non curare il cane malato è maltrattamento

Fonte immagine: FatCamera via iStock

L'assenza di cure veterinarie per un cane malato implica il reato di maltrattamento: è quanto ha stabilito la Cassazione in una recente sentenza.

Non provvedere alla cura del cane malato implica il reato di maltrattamento. È quanto ha stabilito la Cassazione nel confermare la condanna di un uomo di 42 anni, chiamato a corrispondere una multa da 10.000 euro per maltrattamento di animali. L’imputato non avrebbe infatti condotto la sua cagnolina dal veterinario, nonostante la presenza di tumori sulle mammelle.

Secondo quanto riferisce TGCom24, il cane sarebbe stato rinvenuto vagante dagli operatori del canile di Modena, i quali avevano riscontrato le difficili condizioni di salute dell’esemplare. Da una visita condotta dal veterinario dell’Ausl della città, sempre come specifica la sopracitata testata, sarebbe stata rilevata la presenza di diversi tumori mammari, così come dermatiti in varie zone del corpo, calli da decubito e artrosi agli arti posteriori e anteriori.

Secondo la Cassazione, la mancata attenzione verso cure veterinarie da parte del proprietario dell’animale ha determinato la violazione della normativa vigente sul maltrattamento degli animali e sulle lesioni personali, in particolare per “omessa cura di una malattia che determina il protrarsi della patologia con un significativo aggravamento di sofferenze e di un apprezzabile compromissione dell’integrità animale”. La difesa ha però sottolineato come non vi sia stata la volontà di cagionare sofferenza e malattie al quadrupede.

Tuttavia, la Cassazione ha ritenuto corretta la precedente decisione della Corte di Appello di Bologna, nell’identificare un’assenza di cura intenzionale:

La mancata sottoposizione del cane alle idonee cure aveva comportato sicuramente gravi sofferenze all’animale. […] L’assenza di cure deve ritenersi dolosa, intenzionale e non colposa, in quanto la condizione della cagnetta era riscontrabile in maniera evidente.

La Suprema Corte ha ribadito come, fra i doveri di chi accudisce un animale domestico, vi è anche quello di provvedere alla sua salute, sottoponendolo alle cure adeguate in presenza di sintomi o segni che possano sottintendere la presenza di una malattia. Il proprietario dovrà anche rifondere 2.500 euro l’associazione animalista Anpana, costituitasi parte civile nel processo.

Fonte: TGCom24

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