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Cartoni della pizza tossici: i Nas di Bari ne sequestrano oltre seimila

Cartoni della pizza tossici: i Nas di Bari ne sequestrano oltre seimila

I Nas di Bari sequestrano seimila cartoni per la pizza a causa della presenza del Bisfenolo A, una sostanza che provoca cancro e sterilità nell'uomo.

I Carabinieri dei NAS di Bari hanno sequestrato seimila cartoni utilizzati per l’asporto delle pizzerie. Il provvedimento è partito da una segnalazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, che ha spinto gli agenti a procedere con il ritiro dal mercato dei prodotti contaminati.

Le autorità giudiziarie non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla natura dell’inquinante incriminato, tuttavia è fortemente probabile che si tratti del famigerato Bisfenolo A, un composto organico utilizzato nella produzione della plastica. Una polvere cristallina bianca antiossidante, utilizzata per decenni come rivestimento di stoviglie, bottiglie, lenti per gli occhiali e caschi per la protezione, sospettata sin dagli anni trenta di provocare reazioni dannose per l’uomo.

Il Bisfenolo A è un interferente endocrino: neutralizzando l’effetto degli estrogeni presenti negli esseri umani, può avere effetti disastrosi sulla salute degli organi riproduttivi dell’uomo e della donna, danneggiando in particolare le funzioni prostatiche e la fertilità, limitando lo sviluppo ovarico e provocando cambiamenti del tessuto mammario. In aggiunta a ciò, questo composto provoca cancro al seno e alla prostata, diabete e malattie cardiache.

Utilizzato costantemente nella produzione di biberon, l’UE ne decretò il bando nel 2011, a causa dei suoi effetti nefasti sulla salute umana. Un bando che non scongiura la sua presenza nei cartoni utilizzati per l’asporto delle pizze, probabilmente frutto di anomalie nel processo di riciclo.

Disguidi che si sono rilevati fatale per le aziende coinvolte: l’autorità giudiziaria ha comminato il sequestro della merce, del valore di 2.500 euro, oltre a una sanzione amministrativa complessiva di 60mila euro.

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