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Carne rossa: inutile smettere di mangiarla secondo un nuovo studio

Carne rossa: inutile smettere di mangiarla secondo un nuovo studio

Ridurre il consumo di carne rossa o processata non porta benefici per quanto riguarda il rischio tumori o disturbi cardiaci secondo un nuovo studio.

La carne rossa fa male, anzi no. Secondo uno studio internazionale, guidato dal prof. Bradley Johnston della Dalhousie University, non soltanto tale alimento non rappresenterebbe una minaccia per l’organismo, ma anzi si tratterebbe di un prodotto necessario per il suo benessere. La ricerca si schiera quindi contro quanto affermato negli ultimi anni dall’OMS, ovvero che la “red meat” può contribuire alla formazione di tumori o al manifestarsi di malattie cardiovascolari.

La ricerca ha scatenato in poche ore accese polemiche, tra chi afferma il presunto rigore scientifico dello studio e coloro che invece ne criticano il potenziale effetto nocivo sulla salute pubblica. In sostanza Johnston e compagni affermano che tagliare drasticamente il consumo di carne rossa o processata (come bacon, würstel e salsicce) non metterebbe più al sicuro da tumori e malattie cardiovascolari rispetto a chi ne mangia tre o quattro volte a settimana.

Se da un lato l’OMS afferma che il consumo di carne rossa o processata aumenta del 21% il numero di tumori intestinali e del 3% quelli generali, dall’altro i ricercatori della Dalhousie University e della McMaster University sostengono che consumarne tre volte a settimana migliorerebbe le statistiche su una base di 1000 persone: tenere questo ritmo a vita porterebbe a sette morti in meno per forme tumorali e quattro in meno per disturbi cardiaci; rinunciare a tre porzioni per 11 anni ridurrebbe i casi di diabete di tipo 2 (-6 rinunciando alla carne rossa, -12 a quella trasformata). Ha dichiarato il prof. Johnston alla BBC:

La scelta giusta per la maggior parte delle persone, ma non per tutti, è quella di continuare il consumo di carne. Non stiamo dicendo che non vi è alcun rischio, stiamo dicendo che ci sono solo prove di scarsa certezza in merito a una riduzione molto piccola del cancro e di altre conseguenze negative per la salute che deriverebbero dalla riduzione del consumo di carne rossa.

Conclusioni che potrebbero trarre in inganno secondo l’American Cancer Society che attraverso Marjorie McCullough, direttore scientifico senior, afferma:

È importante riconoscere che questo gruppo ha analizzato le prove e riscontrato lo stesso rischio derivante da carne rossa o processata che hanno evidenziato gli altri esperti. Semplicemente non stanno dicendo che la carne è meno rischiosa, stanno dicendo che il rischio che comporta è accettabile per gli individui.

Aggiornamento: L’autore dello studio Bladley Johnston avrebbe dichiarato in un modulo, come riportato dal New York Times, di non aver avuto alcun conflitto di interesse negli ultimi tre anni. Oltre alle critiche relative ai metodi utilizzati e alle conclusioni, rivolti da un’ampia fetta del panorama scientifico, secondo il quotidiano statunitense risulterebbero alcuni conflitti di interesse datati dicembre 2016, occorsi quindi meno di tre anni fa.

Ciò farebbe riferimento a uno studio pubblicato in merito alla pericolosità delle bevande zuccherate, rischio smentito da Johnston: secondo il NYT la ricerca in questione è stata finanziata dalla ILSI, International Life Sciences Institute, gruppo commerciale supportato economicamente da aziende come Coca-Cola, Pepsi e McDonald’s; oltre a Cargill, azienda leader nella trasformazione di carne bovina.

Fonte: Annals of Internal Medicine

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