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Carne di cane in Cina: bloccato il business degli avvelenamenti

Carne di cane in Cina: bloccato il business degli avvelenamenti

Bloccato il business dei dardi avvelenato in Cina, usati dai ristoratori per uccidere randagi o cani di proprietà per il consumo della loro carne.

È un risultato importante, quello raggiunto dalle autorità cinesi per limitare la vendita di carne di cane. La tradizione è ancora decisamente diffusa all’interno dei confini del Paese e, date le recenti limitazioni sul fronte dell’allevamento e della macellazione, da qualche tempo si è assistita a una crescita esponenziale del mercato nero. In particolare, la polizia ha lungo cercato di fermare un gruppo di malviventi che, tramite una rete di distribuzione capillare, vendeva dardi avvelenati per l’uccisione in strada dei randagi. Parte del gruppo è stato arrestato negli ultimi giorni, per un colpo che si pensa possa aver rallentato sensibilmente il business illecito in tutta la Nazione.

Gli arresti sono avvenuti nella provincia di Anhui, dove la polizia ha fermato 8 persone, responsabili della preparazione e della distribuzione capillare di dardi avvelenati. Secondo le ricostruzioni, le sostanze chimiche sarebbero state a lungo vendute a proprietari di ristoranti compiacenti che, per rispondere alla domanda della clientela, si sarebbero lanciati nell’uccisione di numerosi cani randagi e di proprietà.

Le indagini si sono susseguite a lungo su tutto il territorio cinese, giungendo a un punto di svolta lo scorso ottobre, quando le autorità hanno scovato il quartiere generale del gruppo criminale nella provincia Hubei, sequestrando 10.000 tra aghi e dardi, 4 chili di veleno in polvere e 100.000 yen in denaro contante.

Dall’introduzione dei dardi sul mercato nero, la disponibilità di carne di cane nei ristoranti cinesi è aumentata a dismisura, così come conferma un’inchiesta apparsa su Xinhua Net. Di norma, viene impiegata una sorta di pistola ad aria compressa che, proprio grazie alla pressione, riesce a lanciare l’ago avvelenato sulla distanza, colpendo il quadrupede anche a diversi metri. Sebbene teoricamente il veleno serva solo per stordire l’animale, affinché possa essere più facilmente catturato, pare che nella maggior parte dei casi si abbondi con le sostanze chimiche, affinché il malcapitato muoia entro pochissimi minuti dal colpo. Nonostante questo, la carne di cane non è ancora ufficialmente vietata in Cina: secondo Humane Society International, si ucciderebbero a questo scopo dai 10 ai 20 milioni di esemplari ogni anno.

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