Carne bovina: produrla ha un impatto devastante sull’ambiente

Carne bovina: produrla ha un impatto devastante sull’ambiente

Secondo una recente analisi, i bovini sono gli animali da allevamento con l'impatto ambientale peggiore.

La filiera della carne bovina è quella con il più alto impatto ambientale. A confermarlo arriva un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori americani, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Gli studiosi hanno esaminato le principali fonti di proteine per gli statunitensi, calcolando le risorse naturali ed energetiche necessarie per ognuna. Dall’analisi è risultato che la produzione di carni bovine ha un’impronta ambientale fino a 10 volte più alta rispetto a quella delle altre carni, delle uova e dei latticini.

Nello specifico, i bovini allevati per la produzione di carne richiedono fino a 28 volte più spazio e fino a 11 volte più acqua rispetto alle mucche da latte, ai polli o ai maiali. Anche rispetto alle colture più comuni, i bovini necessitano di maggiori risorse. Secondo i calcoli effettuati dai ricercatori statunitensi i bovini da carne richiedono fino a 160 volte più terra delle patate, del riso e del grano.

Benché l’alto impatto sull’ambiente degli allevamenti bovini fosse noto da tempo, questo studio secondo gli autori è importante perché non si fonda su generalizzazioni, bensì sui dati reali ed obiettivi forniti dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. I ricercatori, coordinati dal professor Gidon Eshel del Bard College, hanno comparato l’impronta ambientale e idrica di tutti i foraggi necessari al bestiame, dal fieno alla soia, la quantità di emissioni generata nel corso dei processi digestivi, il consumo di suolo.

In particolare sono stati calcolati i quantitativi necessari ai diversi animali da allevamento per aumentare di un chilo. Dalla somma di tutte le risorse consumate dalla nascita dell’animale alla tavola, si è ottenuta la produzione totale di emissioni di gas serra di ogni razza. I bovini consumano molto ma hanno un basso tasso di conversione energetica, come illustra il professor Eshel:

Solo una minima parte del cibo consumato dal bestiame finisce nel sangue. La maggior parte dell’energia va persa.

Gli scienziati hanno concluso che oltre il 60% dell’impatto ambientale degli allevamenti negli Stati Uniti è imputabile ai bovini. Ne consegue che ridurre il consumo di carne bovina certamente avrebbe effetti più che positivi sulla mitigazione del riscaldamento globale.

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