Carne bovina infetta: sequestri dei NAS in tutta Italia

Carne bovina infetta: sequestri dei NAS in tutta Italia

L'indagine LIO dei NAS di Perugia ha portato al sequestro di carne bovina infetta commercializzata in tutta Italia come pregiata.

Non si arresta in Italia il fenomeno della contraffazione alimentare, una vera e propria piaga che procura ingenti danni di immagine ai prodotti di qualità del made in Italy, gettando nello sconforto i consumatori. L’ultima maxi operazione dei NAS, effettuata questa mattina alle prime luci dell’alba, ha portato alla luce una truffa di proporzioni enormi nel mercato della carne bovina. I carabinieri hanno infatti sequestrato in tutta Italia delle partite di carne bovina contraffatta, spacciata per tagli di carne ben più pregiati. Ma a preoccupare maggiormente gli inquirenti e le associazioni dei consumatori è il fatto che la carne contraffatta fosse anche infetta.

L’operazione dei NAS, scaturita a seguito di un’indagine denominata LIO, ha coinvolto tutta l’Italia, da Nord a Sud. La carne bovina infetta potrebbe essere finita sulle tavole degli ignari consumatori, convinti di acquistare, a caro prezzo, carne pregiata di alta qualità e garantita. Per ingannare gli acquirenti e trarre maggiori profitti dalla vendita, i marchi auricolari dei bovini venivano contraffatti, così come le certificazioni sulla razza.

I sequestri effettuati nelle scorse ore dai carabinieri del Comando per la Tutela della salute sono stati in tutto 78. Malgrado l’operazione sia partita da Perugia, la commercializzazione di carne bovina infetta interessa diverse altre città, ben 21 quelle coinvolte. I sequestri, nello specifico, hanno interessato carne bovina commercializzata nelle seguenti province italiane: Arezzo, Avellino, Bari, Foggia, L’Aquila, Latina, Lodi, Matera, Padova, Perugia, Pesaro Urbino, Pistoia, Potenza, Ravenna, Rieti, Roma, Siena, Terni, Torino, Verona e Viterbo.

Alle 11 gli inquirenti renderanno noti i dettagli dell’intera operazione, nel corso di una conferenza stampa indetta nella sala conferenze del Comando provinciale dei carabinieri di Perugia. In attesa di ricevere maggiori informazioni, al diffondersi della notizia cresce l’ansia dei consumatori, preoccupati per i rischi per la salute a cui potrebbero essere stati esposti a loro insaputa e a caro prezzo.

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