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Carcasse di aquile, procioni, ratti e scoiattoli: fermato commercio illegale in Cina

Carcasse di aquile, procioni, ratti e scoiattoli: fermato commercio illegale in Cina

Fonte immagine: Pixabay

Le autorità cinesi hanno sequestrato centinaia di carcasse di procioni, aquile, ratti e scoiattoli, vendute nonostante il divieto per il coronavirus.

Centinaia di carcasse di aquile, procioni, ratti e scoiattoli, stipate in un congelatore in attesa di essere immesse sul mercato illecito della selvaggina. È questo il resoconto di un recente sequestro in Cina, all’interno di un programma più ampio volto a limitare la circolazione di carni non controllate, anche data la recente esplosione del coronavirus 2019-nCoV.

In seguito all’apparizione del nuovo coronavirus all’interno del mercato ittico di Wuhan – un vero e proprio “wet market”, dove esemplari come lupi, zibetti, pipistrelli, pavoni, volpi e serpenti venivano custoditi in piccole e sovraffollate gabbie – le autorità cinesi hanno deciso di sospendere almeno momentaneamente questa forma di commercio. All’interno delle disposizioni governative, il blocco non solo dei mercati ufficialmente autorizzati, ma anche controlli più puntuali sulle attività illegali.

Nonostante il divieto, qualche giorno fa le forze dell’ordine hanno rinvenuto un mercato di selvaggina improvvisato a Baise, una cittadina nella regione dello Guangxi. Dai controlli è emerso che una donna, arrestata poiché proprietaria di questo commercio illecito, avrebbe proposto al pubblico esemplari morti e congelati di aquila, ratto, procione e scoiattolo. A quanto pare, la proprietaria avrebbe eluso il ban imposto dalle autorità organizzandosi su applicazioni di messaggistica, come WeChat.

Gli agenti hanno rinvenuto alcuni freezer ospitati in una struttura che la proprietaria aveva affittato, dove venivano conservati 250 uccelli tra cui tre aquile, due leopardi, 48 procioni, 30 tra scoiattoli e ratti, nonché tre pavoni. Dagli annunci che la donna avrebbe pubblicato online, anche la possibilità di procurare carne di cavallo e passero, nonché testicoli di maiale e di capra.

Con la sempre più massiccia diffusione del coronavirus, diversi esperti a livello mondiale hanno chiesto alla Cina di vietare definitivamente i cosiddetti “wet market”, proprio poiché vettori per il passaggio di nuove malattie all’uomo. Gli animali vivi vengono infatti spesso custoditi in condizioni igieniche non consone – mentre non vi sarebbero particolari controlli sulle carni degli esemplari già uccisi – e ciò favorisce la moltiplicazione di virus e batteri nonché il loro salto di specie.

Fonte: Daily Mail

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