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Carbone pulito: centrale più avanzata non è mai stata sostenibile

Carbone pulito: centrale più avanzata non è mai stata sostenibile

Fonte immagine: tomaszpro / Pixabay

La più avanzata centrale a carbone in Mississippi non sarebbe riuscita nel suo intento di portare avanti la sostenibilità ambientale.

Una centrale a carbone pulito che è risultata incapace di garantire la sostenibilità ambientale. È questo il risultato di una recente indagine del Guardian, che ha condotto un’inchiesta sull’impianto di Kemper, nel Mississippi.

Per molto tempo si è detto che questa centrale fosse la più avanzata al mondo, anche nella sua capacità di garantire il rispetto dell’ambiente. Invece sembra che i responsabili della gestione dell’impianto avrebbero nascosto per molti anni dei dati che dimostrerebbero il fallimento di un obiettivo così ambizioso.

Secondo i dati emersi dall’inchiesta del Guardian, la centrale a carbone pulito che aveva come principale scopo quello di ridurre le emissioni di gas serra non sarebbe stata affatto sostenibile. Alla base ci sarebbero stati dei problemi di progettazione e delle difficoltà nel budget che non avrebbero consentito di sostenere nel tempo un investimento green.

Il costo della centrale a carbone pulito ammonta a circa 7,5 miliardi di dollari. La centrale elettrica di Kemper è stata poi convertita al gas, ma con costi economici esorbitanti, che avrebbero superato anche i limiti imposti dallo Stato. Nel tempo i periodi di manutenzione si sarebbero allungati di molto e a niente è servito l’utilizzo di milioni di dollari di finanziamenti pubblici.

I dirigenti hanno continuato per anni ad affermare che puntare sul gas naturale sarebbe stato un vero e proprio cambiamento di rotta che avrebbe portato enormi vantaggi. Tuttavia non ci sarebbe stato nulla da fare e anche la centrale elettrica di Kemper non sarebbe riuscita a far funzionare come si deve il metodo del carbone pulito.

Quest’ultimo si basa sull’impiego di alcune tecnologie specifiche per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. Soltanto in questo modo si potrebbe raggiungere l’obiettivo di ridurre del 13% le emissioni di carbonio. Questa operazione avrebbe importanti vantaggi climatici perché porterebbe ad avere soltanto un minimo aumento delle temperature globali.

La tecnica prevede la cattura dell’anidride carbonica sprigionata dalle centrali e il suo immagazzinamento in formazioni rocciose nel sottosuolo. Fino a questo momento nessuna centrale è riuscita ad impiegare veramente in modo fruttuoso questa tecnica, perché i costi sono risultati molto elevati. Nemmeno la centrale di Kemper è riuscita nell’intento.

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