Carboidrati responsabili di demenza e Alzheimer secondo esperto USA

Carboidrati responsabili di demenza e Alzheimer secondo esperto USA

Diete con troppi carboidrati un fattore di rischio per demenza e Alzheimer secondo un neurologo USA.

Un eccesso di carboidrati potrebbe favorire demenza e Alzheimer. Questo è quanto sostenuto all’interno dell’articolo pubblicato dal neurologo statunitense, Dr. David Perlmutter, sulla rivista Alternative and Complementary Therapies.

Al centro della questione il consistente apporto di carboidrati semplici (zuccheri) e complessi (come pane e pasta) all’interno del regime alimentare. Rischia di essere posta accusa un’alimentazione ritenuta da molti esperti nutrizionisti come una delle più salutari in assoluto: la Dieta Mediterranea. Questo a causa dell’elevato apporto di glucidi offerto da alcune varianti dell’alimentazione all’italiana, che fornirebbe un eccesso di queste sostanze causando squilibri nell’organismo e persino danni a livello celebrale.

Quello che risulta più importante secondo il Dr. Perlmutter è la riduzione dell’apporto di carboidrati all’interno della propria dieta, così da ridurre i glucidi assunti così come del glutine. Quest’ultimo attiverebbe la produzione di un ormone gastointestinale, la zonulina, ritenuta responsabile del danneggiamento della barriera emato-encefalica, oltre a favorire i processi infiammatori alla base di Alzheimer e varie forme tumorali. Una pratica alimentare in contraddizione, sostiene Perlmutter, con quanto mostrato dall’uomo nella sua storia:

I cereali sono devastanti fonti di carboidrati e giocano senza dubbio un ruolo importante nei tassi crescenti di obesità, malattie cardiache, morbo di Alzheimer e praticamente tutte le condizioni degenerative che affliggono le società occidentali.

La piramide alimentare ha messo grasso e olio nella parte superiore, il che significa che il grasso dovrebbe essere evitato, mentre ci viene detto di martellare il nostro corpo con alimenti ricchi di carboidrati. Questa è una raccomandazione che va contro ciò che gli esseri umani hanno mangiato per oltre il 99% della nostra esistenza su questo pianeta.

L’errore più comune sarebbe, secondo quanto ha scritto anche all’intero del suo libro il neurologo USA, la gestione del proprio regime alimentare unicamente in base al monte calorico assunto con i pasti. Sapere quante calorie si assumono è importante, sottolinea il medico, ma ancor più sarebbe il conoscere e distribuire correttamente la loro origine: oltanto il 50% dovrebbe arrivare da carboidrati complessi e appena il 10% dagli zuccheri.

La Dieta Mediterranea è potenzialmente al centro dell’attenzione quindi, ma ad ogni modo non esattamente bocciata. Opportuno semplicemente gestirla correttamente evitando squilibri in relazione a un eccessivo apporto di carboidrati. Un’alimentazione controllata e con limitato consumo di questi ultimi può rivelarsi un ottimo strumento anche contro la depressione, come afferma di aver sperimentato lo stesso Dr. Perlmutter su alcuni suoi pazienti affetti dalla patologia.

L’invito del neurologo è però di non eccedere neanche in direzione opposta, visto che alcune gravi patologie come l’ictus o l’infarto possono avere come fattori di rischio un’alimentazione eccessivamente povera di carboidrati. In ultimo Perlmutter sostiene l’aumento di assunzione di grassi “buoni” e una pratica che sarà mal vista da molti vegetariani e vegani: il consumo di carne di manzo allevato con mangimi vegetali.

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