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Capodoglio si spiaggia in Sicilia: plastica nel suo stomaco

Capodoglio si spiaggia in Sicilia: plastica nel suo stomaco

Fonte immagine: Pexels

Un capodoglio è stato rinvenuto in Sicilia: dalle analisi condotte dal locale Istituto Zooprofilattico, è emersa la presenza di plastica nello stomaco.

Un capodoglio è stato rinvenuto senza vita sulle spiagge della costa di Lascari, tra Cefalù e Buonfornello, in Sicilia. L’esemplare, una giovanissima femmina di circa 7 anni d’età, presentava grandi quantità di plastica all’interno del suo stomaco: potrebbe essere stata proprio questa la causa del suo decesso, in assenza di altri segni che possano far sospettare una patologia in corso.

Il cetaceo è stato avvistato qualche giorno fa e sul posto sono immediatamente intervenuti gli addetti del locale Istituto Zooprofilattico, per effettuare tutte le indagini di rito. L’animale, trovato ormai senza vita, presentava all’interno dell’apparato digerente diversi rifiuti di plastica, ingeriti probabilmente scambiandole per delle prede. Un grave danno per la biodiversità dei mari siciliani, considerando come si tratti praticamente di un cucciolo: i capodogli, infatti, possono sopravvivere anche 80 anni.

Caremlo Isgrò, del comitato tecnico-scientifico del Museo della Fauna dell’Università degli Studi di Messina, ha così commentato dalle pagine di Repubblica:

Una femmina giovane, di 6-7 anni. Una vera pena trovare tutta quella plastica, non abbiamo trovato segni che indicassero un’altra possibile morte. Tantissima plastica: buste, sacchi e reti.

Sul caso è intervenuta anche Greenpeace, con le dichiarazioni di Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia:

Le indagini sono appena iniziate e non sappiamo ancora se sia morto a causa della plastica ingerita, ma non possiamo certo far finta che non stia succedendo nulla. Sono ben cinque i capodogli spiaggiati negli ultimi cinque mesi sulle coste italiane. Nello stomaco della femmina gravida ritrovata a marzo in Sardegna sono stati trovati addirittura 22 kg di plastica. Il mare ci sta inviando un grido di allarme, un SOS disperato. Bisogna intervenire subito per salvare le meravigliose creature che lo abitano.

L’inquinamento da plastica in mare è una delle primissime cause alla base della morte degli animali marini, non solo fra i grandi cetacei. Le tartarughe, ad esempio, spesso ingoiano sacchetti scambiandoli per meduse, mentre i delfini rimangono impigliati nei residui delle reti da pesca: non riuscendo più a risalire in superficie per ossigenarsi, muoiono letteralmente soffocati.

Fonte: Repubblica

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