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Capodoglio impigliato nelle reti da pesca: nuovo caso alle Eolie

Capodoglio impigliato nelle reti da pesca: nuovo caso alle Eolie

Fonte immagine: Pexels

Un secondo capodoglio rimane impigliato nelle reti da pesca illegali delle Eolie: sul posto un gruppo di volontari, biologi e la Guardia Costiera.

Un secondo capodoglio è rimasto impigliato nelle reti da pesca illegali, gettate da sconosciuti al largo delle isole Eolie. Si tratta di un nuovo caso dopo quello che, pochi giorni fa, ha colpito la stessa zona. Sul posto sono intervenute le autorità della Guardia Costiera, dei biologi e un gruppo di volontari, per un’azione di concerto allo scopo di liberare il cetaceo.

L’avvistamento è avvenuto nella giornata di ieri, quando alcuni diportisti hanno notato un capodoglio in difficoltà nelle acque nei pressi di Lipari. Così come riferisce Repubblica, sul luogo sono immediatamente giunti una motovedetta della Guardia Costiera, i biologi Monica Blasi e Carmelo Isgrò e alcuni volontari sommozzatori.

Dalle prime ricostruzioni del caso, la rete da pesca si è avvolta attorno alla coda dell’animale, lunga oltre 10 metri. Il cetaceo è risultato comprensibilmente agitato per la trappola in cui è rimasto impigliato, rendendo così complesse le operazioni di recupero e salvataggio. A confermarlo Isgrò, sempre dalle pagine di Repubblica:

Il capodoglio è particolarmente agitato e l’operazione è rischiosa. Dopo le 24 ore riteniamo che il grosso cetaceo accuserà un po di stanchezza e quindi faremo in modo di liberarlo.

L’animale è stato costantemente monitorato, anche per tutta la durata della notte, per assicurare le migliori condizioni di salute possibili e procedere a una liberazione in piena sicurezza.

Come accennato in apertura, questo è il secondo caso in pochi giorni di un capodoglio rimasto impigliato in reti da pesca, gettate illegalmente al largo delle isole Eolie. Le normative locali impongono il divieto di ricorrere a questi strumenti, proprio per non danneggiare la ricca biodiversità dell’area, eppure regolarmente viene identificato il loro uso illecito. Le reti possono bloccare grandi cetacei, dalle balene ai capodogli, e risultare mortali per i delfini. Gli animali che vi finiscono impigliati rischiano di non riuscire a riemergere a galla per respirare, rimanendo così soffocati.

Fonte: Repubblica

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