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Cannabis light: possibili danni per la salute secondo studio USA

Cannabis light: possibili danni per la salute secondo studio USA

Consumare cannabis edibile espone a maggiori rischi per quanto riguarda le intossicazioni secondo uno studio della University of Colorado.

L’utilizzo di cannabis light o terapeutica potrebbe non essere sicuro come finora ritenuto. A sostenerlo uno studio della University of Colorado, pubblicato sulla rivista scientifica “Annals of Internal Medicine“, secondo il quale il prodotto ingerito avrebbe generato intossicazioni di gravità maggiore rispetto a quelle derivate dal fumo o dall’inalazione.

Prodotti commestibili (come ad esempio biscotti, birra o altri) con l’aggiunta di cannabis a basso contenuto di THC sono sempre più diffusi, con un volume di mercato in costante aumento. Così come il numero di negozi in Italia, segnalato come in crescita del 75% nel 2018 (rispetto al 2017). Per quanto riguarda invece lo studio statunitense, condotto presso lo “UCHealth University of Colorado Hospital Emergency Department“, i medici hanno raccolto i dati sugli ingressi in regime di pronto soccorso nell’arco temporale tra il 2014 e il 2016.

In base ai dati pubblicati dai medici statunitensi le ammissioni in pronto soccorso per cause legate ad alcol e cannabis sono state circa 10mila, con 2.432 legate esclusivamente al consumo di marijuana. Di quest’ultimo dato fanno parte anche i 238 consumatori di prodotti commestibili contenenti la sostanza. Una quota molto ridotta, ma che avrebbe portato a conseguenze anche peggiori rispetto a quelle riscontrate nei soggetti che hanno assunto cannabis con THC a concentrazioni maggiori.

Secondo i medici dello University of Colorado Hospital i consumatori di “cannabis commestibile” hanno mostrato nella metà dei casi alterazioni mentali, inclusi attacchi d’ansia, rispetto a una quota inferiore a un terzo relativa a coloro che avevano fumato marijuana. Parità di proporzioni, circa un quarto rispetto al totale, per quanto riguarda la manifestazione di sintomi psichiatrici, con una differenza: chi consuma prodotti alimentari con cannabis tende a manifestare una sintomatologia acuta, mentre chi fuma è più propenso a mostrare stati più evidenti di depressione.

Presenti anche sintomi cardiovascolari, incluse alterazioni del ritmo cardiaco, nell’8% dei consumatori di cannabis edibile, mentre gli stessi effetti sono stati registrati in appena il 3% dei fumatori di marijuana. Come ha dichiarato la dott.ssa Nora D. Volkow, direttrice del National Institute on Drug Abuse of the National Institutes of Health, che ha scritto un documento introduttivo allo studio:

Quando fumi marijuana inizi a vedere gli effetti entro un paio di minuti. Quando però la assumi per via orale impiega un tempo più lungo per farti avvertire gli effetti e se l’assumi per sentirti meglio e non noti alcun effetto potresti pensare di non averne assunta abbastanza. Si tratta di un fenomeno comune. La gente assume così un’altra dose.

Biscotti e dolci hanno un aspetto innocente e sicuro, così ne prendi un altro e un altro, e piano piano vengono poi assorbiti. Poi inizi a sentirti orribile, prima di completare l’assorbimento, e questo può condurre a episodi psicotici.

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