Cani sepolti vivi a Palermo

Cani sepolti vivi a Palermo

Cinque cani sotterrati vivi a Palermo nei pressi dell'ex macello comunale: una storia d'orrore, forse un'intimidazione per le associazioni animaliste.

Una storia dell’orrore arriva da Palermo, dove i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per estrarre cinque cani, sotterrati vivi nell’area dell’ex macello comunale. Due esemplari sono sopravvissuti, mentre tre hanno purtroppo perso la vita.

Non è dato sapere chi sia il responsabile di questo gesto crudele e incomprensibile. Tutto nasce dalla segnalazione di alcuni dei volontari delle associazioni animaliste che si preoccupano di curare i cani randagi della zona: alcuni esemplari mancavano all’appello. Avvisati i vigili del fuoco, è partita una battuta di ricerca che ha condotto a una collinetta di tre metri nei pressi di viale dei Picciotti, dove pare fossero percepibili forti guaiti e lamenti provenienti dal sottosuolo. Armati di pale, i pompieri hanno iniziato a scavare senza sosta, trovando prima due cuccioli e poi altri tre nelle immediate vicinanze.

Due cani sono estratti vivi, seppur in condizioni di salute molto gravi, e consegnati subito ai volontari veterinari affinché provvedano al loro benessere. Un terzo è morto fra le braccia dei soccorritori, mentre per gli altri due non vi è stato nulla da fare. Gli esemplari ancora in vita dovranno sottoporsi a un monitoraggio e a cure continue, perché hanno purtroppo ingerito moltissima terra che potrebbe aver danneggiato non solo l’apparato digerente, ma anche quello respiratorio.

Così come scrive Repubblica, i responsabili non sono noti ma si sta seguendo la pista dell’intimidazione: forse a qualcuno non solo i cani randagi non sono graditi, ma nemmeno l’opera delle associazione di tutela dei cuccioli. Se ne saprà di più nei prossimi giorni, sempre che gli inquirenti riescano a trovare tracce che possano portare a un colpevole.

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