Cani sentinelle degli inquinanti ambientali

Cani sentinelle degli inquinanti ambientali

Fonte immagine: Pexels

I cani possono essere delle sentinelle degli inquinanti ambientali, allertando con largo anticipo l'uomo della presenza di sostanze pericolose.

I cani potrebbero trasformarsi in indispensabili sentinelle degli inquinanti ambientali, pronti ad avvisare l’uomo della possibile esposizione a sostanze chimiche pericolose. È quanto rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Science & Technology e condotto dalla North Carolina State University e dalla Duke University.

Stando a quanto emerso dallo studio, i cani potrebbero allertare con grande anticipo l’uomo della presenza di sostanze inquinanti dannose, sia nell’immediato che nel tempo. A questo scopo, i ricercatori hanno monitorato 30 cani e i loro proprietari. Ai quadrupedi è stata applicata un’etichetta in silicone sul collare, mentre ai compagni umani un braccialetto realizzato nello stesso materiale.

Lo studio sui cani

I dispositivi in questione sono stati pensati per raccogliere campioni di inquinanti a cui si viene normalmente esposti. In particolare, il silicone è perfetto per trattenere sostanze che solitamente si depositano sulla pelle e spesso presenti anche nelle urine e nel sangue di persone e animali. Per lo studio, gli scienziati hanno vagliato la presenza di tre categorie di inquinanti molto diffusi: i pesticidi, i ritardanti di fiamma bromurati e gli ftalati.

Dalla ricerca è emerso come cani e uomini presentino livelli di contaminazione molto simili, anche perché tendono a condividere gli stessi ambienti. Gli effetti sono però assai differenti. Mentre nell’uomo l’esposizione a queste sostanze può richiedere decenni prima di mostrare esplicite conseguenze negative sulla salute, nei quadrupedi questa tempistica si riduce anche solo a due anni.

Questa differenza potrebbe risultare molto utile sia per la protezione della salute dell’uomo che di quella degli animali. Poiché il lasso di tempo tra esposizione e sintomi è nei cani notevolmente ridotto, può essere predittivo di condizioni pericolose di cui potrebbe soffrire l’uomo in futuro. In questo modo, si può quindi intervenire tempestivamente con operazioni di bonifica, messa in sicurezza dei luoghi e pratiche di minimizzazione del rischio. Allo stesso tempo, i quadrupedi potrebbero essere velocemente protetti da sostanze dannose, la cui presenza viene identificata solitamente quando ormai troppo tardi. Così ha spiegato Oscar J. Fletcher della North Carolina University:

Se riusciamo a mettere in relazione le malattie dei cani con le loro esposizioni nel tempo, potremmo dare l’opportunità a chi si occupa di salute umana di mitigare queste esposizioni per entrambe le specie. I cani sono una potente sentinella biologica per le malattie umane.

Fonte: Repubblica

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