Cani: precisione all’80% nel fiutare il COVID

Cani: precisione all’80% nel fiutare il COVID

Fonte immagine: Pixabay

Confermata l'efficacia dei cani nel fiutare il COVID: uno studio condotto in Germania sottolinea un'affidabilità dell'80% nell'identificare i positivi.

Cani sempre più precisi nel fiutare il COVID. È quanto emerge da un programma avviato in Germania, presso l’Università Veterinaria di Hannover: i quadrupedi raggiungono un tasso di affidabilità dell’80%. I cani diventano quindi degli incredibili alleati nella diagnosi precoce per il nuovo coronavirus, con risultati spesso antecedenti agli stessi tamponi.

Il progetto ha coinvolto dieci cani di diverse razze, dai Golden Retriever ai Pastori Alsaziani, tutti ospitati da un centro di training della Bundeswehr. I quadrupedi sono stati addestrati a riconoscere l’infezione da coronavirus in diversi campioni di persone positive al virus, come saliva e urina, approfittando dello straordinario olfatto di cui questa specie dispone. Così come già anticipato, i risultati sono stati entusiasmanti: oltre l’80% di precisione, anche nelle fasi iniziali dell’infezione.

Cani: le fasi dello studio

Così come specifica Il Messaggero, nella prima fase dello studio i cani hanno lavorato con un virus inattivato, per imparare a riconoscerlo in piena sicurezza. Poiché questa specie può essere contagiata dal nuovo coronavirus, seppur con sintomi molto blandi, una seconda fase della ricerca si baserà sull’elaborazione di un modello protetto affinché questi quadrupedi possano lavorare anche con il virus attivo. Il tutto senza però rischiare di subirne l’infezione.

Già precedenti studi condotti negli Stati Uniti e nel Regno Unito hanno dimostrato la capacità dei cani di riconoscere il COVID unicamente con l’olfatto. L’infezione porterebbe a una modifica degli odori di alcuni fluidi umani – sudore, saliva e urine – non percepibili dall’uomo. I quadrupedi sono in grado di intercettare questi minuscoli cambiamenti, segnalando all’addestratore la possibile positività del paziente.

Negli anni, l’olfatto dei cani è stato più volte impiegato in ambito medico: opportunamente sottoposti a training, questi animali possono riconoscere gli stadi iniziali di numerosi tumori, così come anticipare crisi epilettiche, glicemiche e molto altro ancora.

Fonte: Il Messaggero

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