I cani possono riconoscere l’epilessia

I cani possono riconoscere l’epilessia

Fonte immagine: Pexels

I cani possono riconoscere le crisi epilettiche, avvisando il proprietario con largo anticipo: è quanto emerge da un nuovo studio universitario.

Grazie al loro olfatto sopraffino, i cani sono sempre più oggetto di studio a livello medico. Negli anni è emerso come gli amici a quattro zampe, se opportunamente addestrati, siano in grado di riconoscere con grande anticipo patologie anche molto gravi: è il caso di alcuni tumori, ad esempio, accelerando così il processo di diagnosi. Una nuova ricerca, invece, mette in evidenza una nuova e interessante applicazione: quella dell’epilessia.

Da uno studio pubblicato su Scientific Reports, e condotto dai ricercatori dell’Università di Rennes, è emerso come i cani siano in grado di identificare correttamente l’arrivo di una crisi epilettica, permettendo così al paziente di mettere in atto tutte le misure preventive per ridurne l’impatto. Il tasso di successo di questi animali è molto elevato: riescono a identificare correttamente l’arrivo di un attacco tra il 67 e il 100% dei casi.

Questo riconoscimento si basa sul cambiamento dell’odore corporeo dei pazienti, impercettibile per l’olfatto umano, ma più che evidente per quello canino. I cani che hanno partecipato allo studio, tre femmine e due maschi meticci, sono stati addestrati per riconoscere campioni di odori ricavati dai pazienti, relativi a condizioni di normalità, ai momenti immediatamente precedenti a una crisi epilettica e, infine, a quelli successivi. Al termine della fase di training, tutti i cani sono stati in grado di avvertire autonomamente questi cambiamenti nelle note olfattive, anticipando l’attacco con elevatissima affidabilità.

La scoperta mira a migliorare la qualità di vita di pazienti che soffrono di crisi epilettiche e non rispondono pienamente ai farmaci oggi impiegati per curare questo disturbo. Grazie alla presenza di un quadrupede opportunamente addestrato, infatti, i pazienti possono intervenire per tempo minimizzando le conseguenze: possono allertare i servizi di soccorso in anticipo, ad esempio, oppure assumere una posizione che riduca cadute, urti e ferite anche molto gravi.

Fonte: Discover Magazine

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