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Cani: perché cambiamo il tono di voce in loro presenza

Cani: perché cambiamo il tono di voce in loro presenza

Fonte immagine: Unsplash

Il tono della voce è importante quando si dialoga con il cane di casa: ecco perché cambiamo volume e tonalità in loro presenza.

Parlare con un animale domestico o di affezione è un’abitudine piuttosto comune, che spinge il proprietario a cambiare il tono di voce, aumentando il volume ma anche la parlantina. Che siano parole affettuose oppure rimbrotti e comandi, la voce del proprietario tende ad assumere tonalità differenti, molto più alte rispetto alle conversazioni con i propri simili. Questo comportamento non riguarda solo i possessori di cani e gatti, ma anche gli allevatori di cavalli e di bestiame, con impostazioni vocali che possono assumere sfumature differenti in base al paese di provenienza.

L’ascolto del cane

Il cane riesce a interpretare le reali intenzioni del comportamento umano solo ascoltando il tono della voce e la sua inflessione, in questo modo è consapevole del tipo di comunicazione instaurata e di ciò che vuole comunicargli. Un certo tipo di gestualità e di comando possono assumere significati differenti agli occhi di Fido, solo in base al volume di voce utilizzato, comunicando così informazioni differenti. Il cane è un animale attento, in grado di captare segnali sia vocali che corporei, questo gli permette di individuare immediatamente le condizioni di pericolo e le persone negative.

Comportamento naturale

Cani

Le tonalità acute vengono impiegate anche dai bambini più piccoli o dagli estranei, in particolare se incontrano il cane per la prima volta. L’associazione della tonalità alla ricezione di ricompense e premi innesca nell’animale uno stato di euforia, attesa ed eccitazione, spronandolo ad utilizzare a sua volta un volume acuto creando così un linguaggio comune con l’uomo. Non a caso, anche Fido cerca di attirare l’attenzione proprio mettendo in campo vocalizzi e lamenti dalla tonalità molto alta compresi pianti e ululati, una condizione riproposta dallo stesso proprietario nei confronti di Fido e anche dei bambini più piccoli. Questa similitudine di tonalità accomuna cani e bambini piccoli su uno stesso ipotetico piano emotivo, ciò implica una coinvolgimento simile dal punto di vista affettivo e porta a considerare Fido come parte attiva della famiglia.

La tecnica migliore

Secondo gli esperti, per agevolare una buona comprensione dei comandi è meglio centellinare le parole dialogando con il cane il giusto, per non confonderlo e disorientarlo. La tonalità è importante, meglio se non urlata oppure eccessivamente alta, così da non eccitare inutilmente Fido, impiegando un vocalizzo vocalizzo pacato che possieda un volume basso, così da tranquillizzare il cane facendogli comprendere il comando senza caricarlo di stress.

Vezzeggiativi e grida

Cani
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Non possono mancare vezzeggiativi, nomignoli e affermazioni che il proprietario comunica spesso utilizzando tonalità davvero elevate, come richiami e ordini letteralmente urlati. Se nel primo caso vi è un eccesso di affetto e amore, nel secondo l’urlo può solo spaventare l’amico a quattro zampe, che tenderà ad equiparare la tonalità a un vero a proprio abbaio feroce. Come anticipato, è importante parlare con una impostazione calma e allegra, ma se l’incomprensione persiste è bene chiedere supporto a un educatore esperto che potrà suggerire le vie comunicative migliori.

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