Cani: non riconoscono i volti come gli umani

Cani: non riconoscono i volti come gli umani

Fonte immagine: Pixabay

I cani non dispongono dello stesso complesso sistema di riconoscimento dei volti, tipico degli umani e dei primati: lo rivela un nuovo studio.

I cani non riconoscono i volti in modo simile agli umani e agli altri primati. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sul Journal of Neuroscience: i quadrupedi domestici presentano un sistema di organizzazione visivo assai differente rispetto all’uomo e alle scimmie.

Nel dettaglio, sembra che i cani non dispongano di specifiche aree del cervello predisposte al riconoscimento dei volti. Tuttavia, anche per questi animali i visi rimangono degli elementi importanti per la comunicazione tra specie.

Cani e volti: lo studio

Il riconoscimento del volto rappresenta un elemento critico per la comunicazione umana e, in misura differente, anche fra i principali primati. Così non avviene per i cani, nonostante siano in grado di identificare i proprietari e altre figure di riferimento per la loro esistenza.

Un team di ricercatori ungheresi ha sottoposto un campione di cani ad alcuni test tramite risonanza magnetica. Gli studiosi hanno voluto comparare le aree di attivazione del cervello dei cani a quelle umane, quando il soggetto è stimolato dalla visione di un volto di una persona di riferimento oppure di uno sconosciuto.

Uomo e cane: le differenze

Nell’uomo la visione di facce attiva una specifica zona del cervello, l’Area Fusiforme Facciale (FFA). Quest’ultima è dedicata unicamente all’identificazione e all’elaborazione dei volti, allo scopo di creare un preciso patrimonio di memorizzazione dei visi conosciuti, escludendo così quello sconosciuti. Una porzione di quest’area è inoltre preposta all’identificazione delle specie e, per questa ragione, vi è una maggiore attivazione quando l’uomo vede altri simili rispetto all’incontro con animali.

Le scansioni tramite risonanza magnetica svelano, invece, come il cervello dei cani funzioni in modo diverso. I ricercatori hanno rilevato un’area dedicata al riconoscimento delle specie, quindi i quadrupedi sono in grado di comprendere se si trovano di fronte a simili oppure ad altri animali, compreso l’uomo. Non è però disponibile la complessa rete dell’Area Fusiforme Facciale, un fatto che differenzia i cani dai primati.

Nella pratica, uomo e primati riescono non solo a riconoscere velocemente volti familiari, ma sanno istintivamente distinguere immagini del volto rispetto a scatti della porzione posteriore del capo. I cani sono invece maggiormente attivati dalla visioni di altri cani, mentre non vi è un incremento della loro attività cerebrale se esposti alle immagini sopraindicate. È più probabile sfruttino quindi altri sensi, come l’olfatto, per identificare il loro umano di riferimento.

Fonte: Science Daily

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