Cani e lupi parlano attraverso gli occhi

Cani e lupi parlano attraverso gli occhi

Occhi, iride e contorno determinano una differenza marcata tra animali da branco e solitari, sottolineando la propensione dei primi alla comunicazione.

Un recente studio pubblicato su Plos One ha messo in evidenza la capacità di parlare attraverso gli occhi, sia da parte dei cani che dei lupi. La ricerca, avviata da Sayoko Ueda del Tokyo Institute of Technology and Kyoto University, ha posto a confronto gli occhi di 25 tipologie di cane. L’osservazione e lo studio si sono concentrati sulla colorazione che circoscrive la zona oculare, quindi l’iride, evidenziando così tre tipologie di base. Il gruppo A caratterizzato da posizione della pupilla e contorno occhi chiaro, il gruppo B con unicamente il contorno della pupilla chiaro, quindi il gruppo C con posizione pupilla e contorno non chiari.

Come sottolineato da Ueda, al gruppo A appartengono tutti quegli esemplari solitamente abituati a vivere in famiglia, quindi in branco. Invece nel gruppo B rientrano quei soggetti abituati a vivere in solitaria, senza il supporto di nessuno. Come l’esperienza insegna, nel gruppo A possiamo ritrovare i quadrupedi preferiti dal genere umano, cioè i cani, ma anche i lupi e l’uomo stesso. Per quanto riguarda noi primati, secondo gli studiosi, la parte bianca dell’occhio è così chiara per compensare la tonalità dell’iride e della pupilla. Nel gruppo B possiamo invece individuare le volpi, animaletti solitari ma in grado di provare affetto e sentimento.

Ognuna di queste specie è in grado di comunicare proprio attraverso gli occhi, mezzo di contatto tra simili ma anche con il mondo esterno. Lo scambio di sguardi, ad esempio, è fondamentale all’interno di un branco per lanciare segnali e avvertimenti. Un mondo fatto di odori ma anche di vista, caratteristica che permette sia al cane che al lupo di seguire lo sguardo dell’uomo e di dialogare con lui. Non si può certo dire la stessa cosa delle volpi, eleganti e scaltre ma molto indipendenti. Inafferrabili invece gli esemplari del gruppo C che, grazie a uno sguardo scuro riescono a trasformarsi in ottimi predatori per cacciare con più accuratezza. Come ad esempio lo speoto (Speothos venaticus), un canide dagli occhi completamente neri, che vive in America centrale e meridionale.

Una leggera differenza tra gruppo A e B è riscontrabile nella colorazione dell’iride: negli animali da branco appare leggermente più chiara rispetto a quelli solitari. Essendo mammiferi sociali, come il cane e il lupo, gli studiosi sostengono che questa particolarità possa incidere positivamente sulla comunicazione di gruppo.

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