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Cani e intelligenza: la dimensione del cervello conta

Cani e intelligenza: la dimensione del cervello conta

Fonte immagine: Pexels

La dimensione del cervello del cane contribuisce alla sua intelligenza: lo rivela un nuovo studio, condotto su 74 razze diverse.

La dimensione del cervello è uno dei fattori che contribuisce all’intelligenza del cane. È quanto dimostra un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Animal Cognition e condotto da alcuni ricercatori dell’Università dell’Arizona: i quadrupedi di stazza maggiore, e quindi dal cervello più grande, raggiungono maggiori performance nei compiti cognitivi rispetto alle razze piccole. La grandezza, tuttavia, non avrebbe un’influenza diretta sulle capacità sociali e ambientali.

I ricercatori, guidati da Daniel Horschler, hanno analizzato i dati provenienti da più di 7.000 cani domestici, appartenenti a 74 razze differenti, impiegando il grande database di Dognition.com. Questi quadrupedi sono stati studiati in diverse condizioni, come ad esempio attività basate sul gioco, e valutati tramite questionari dagli stessi proprietari. Dalle informazioni raccolte, è emerso come le razze dal cervello più grande mostrino delle maggiori capacità cognitive rispetto a quelle di piccola stazza. In particolare, questi cani possono approfittare di una migliore memoria a breve termine, di un più efficiente autocontrollo e di una più accurata intelligenza spaziale.

In particolare, due test si sono rivelati particolarmente significativi. Nel primo, ai proprietari è stato chiesto di nascondere un premio alimentare, al di sotto di alcuni bicchieri di plastica. Dopodiché, è stato richiesto di attendere 60, 90, 120 o 150 secondi prima di rilasciare il cane, affinché potesse partire alla ricerca del croccantino. L’esperimento è servito per comprendere la durata della memoria a breve termine, ovvero la capacità del quadrupede di ricordare solo quale bicchiere sia stato raccolto il premio. Nel secondo, invece, è stato reso disponibile un croccantino, con il proprietario però pronto a ordinare al cane di non ingurgitarlo. Allontanato il proprietario, si è misurato quanto tempo impiega il quadrupede a mangiare il gustoso premio, ricavandone informazioni sull’autocontrollo.

Crediamo che si tratti di una condizione legata ad altro, sia che si tratti del numero di neuroni che della modalità di interconnessione fra questi neuroni. Non vi sono certezze al momento.

Così come già anticipato, la dimensione del cervello non spiega però tutte le tipologie di intelligenza, come ad esempio quella sociale o quella ambientale. Nei test, infatti, i cani di piccola taglia mostrano comunque elevate performance nell’interazione con i simili, nel seguire i comandi degli umani e nella gestione del proprio corpo nell’ambiente in cui sono immersi.

Fonte: Science Daily

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