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Cani e gatti: a San Francisco si venderanno solo se da rifugi

Cani e gatti: a San Francisco si venderanno solo se da rifugi

Fonte immagine: Winsker via Pixabay

San Francisco vieta la vendita in negozio di cani e gatti provenienti da allevamenti, anche intensivi: si potranno proporre solo esemplari da rifugio.

Grandissime novità per strong>San Francisco, città che ha deciso di vietare in modo definitivo la vendita di animali d’allevamento attraverso i canali consueti. Non più cuccioli e quadrupedi acquistati nei pet store classici, magari esposti in vetrina fino all’arrivo di un papabile compratore. Una scelta portata avanti con coraggio, che si allinea alla nuova tendenza, già di casa a Chicago, Los Angeles, San Diego, Phoenix, Boston e Austin. A capo di questo cambio radicale c’è Katy Tang, District 4 Supervisor, che ha introdotto e reso operativa la nuova ordinanza. I negozi potranno permettere l’acquisto solo di cani e gatti provenienti dai rifugi di zona, oppure dalla strada, ampliando le possibilità di adozione e accoglienza degli esemplari più bisognosi.

La normativa si è resa indispensabile per porre un freno definitivo al mercato legato alla produzione e vendita dei cuccioli in negozio. Animali spesso tolti alle cure materne prima del tempo, quindi posti in vendita in condizioni precarie di salute. Ma Katy Tang ha voluto anche bloccare il doloroso fenomeno degli allevamenti intensivi, le note Puppy Mills, dove i quadrupedi vengono spesso cresciuti in batteria senza nessuna regolamentazione. I cani, specie le femmine, vengono rinchiusi in gabbie piccole e anguste, dove sono costrette a partorire costantemente fino allo sfinimento. Un’esistenza non consona, priva di ogni rispetto per le necessità degli animali. Sempre più città hanno deciso di bloccare sul nascere questo meccanismo malsano.

Sarà comunque possibile acquistare animali di razza presso allevamenti conformi e regolamentari, dove gli animali verranno affidati con la giusta tempistica e documentazione. Inoltre, la nuova normativa abbatterà le cifre legate al randagismo, permettendo al contempo lo svuotamento dei canili e dei gattili. Una nuova chance per gli ospiti di questi rifugi che, dopo un periodo in gabbia, se non reclamati o adottati possono rischiare la soppressione.

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