Cani e gatti fanno bene all’economia: lo studio

Cani e gatti fanno bene all’economia: lo studio

Fonte immagine: Pixabay

Cani e gatti fanno bene all'economia: è quanto dimostra uno studio svedese, nel sottolineare la crescita della spesa media e la nascita di nuovi lavori.

Cani e gatti sono ormai da tempo considerati membri a tutti gli effetti della famiglia. E proprio grazie alla maggiore attenzione rivolta dai proprietari ai loro amici quadrupedi, cresce anche la spesa media per il loro accudimento, tra visite veterinarie e servizi dedicati, a cui si aggiungono giocattoli, alimentazione e molto altro ancora. Un nuovo studio, condotto dalla Swedish University of Agricultural Sciences, ha analizzato questo trend giungendo a una conclusione importante: cani e gatti fanno bene all’economia.

Sebbene lo studio in questione si concentri principalmente sull’economia svedese, i ricercatori hanno sottolineato come il trend rilevato sia pressoché simile in tutto il mondo occidentale, dai Paesi del Vecchio Continente, passando per gli Stati Uniti e il Canada. Gli esperti hanno quindi analizzato questa tendenza, sia individuando quale peso hanno i quadrupedi sui servizi, quindi con l’acquisto diretto, che con la creazione di nuovi posti di lavoro.

Sul fronte delle spese, i ricercatori hanno analizzato le serie storiche disponibili dal 1990, scoprendo come 28 anni fa il mercato per cani e gatti valesse oltre 400 milioni di euro, circa 4.5 miliardi di corone svedesi. Nel 2007, quella cifra è più che raddoppiata, sfiorando i 900 milioni di euro, mentre oggi supera abbondantemente gli 1.6 miliardi.

Non è però tutto poiché cani e gatti, almeno in Svezia, sono stati in grado di generare 800.000 nuovi posti di lavoro. La maggior parte delle nuove occupazioni appaiono essere part-time, tuttavia la relativa compensazione sarebbe più che sufficiente per garantire un medio tenore di vita. Su questo fronte, la maggioranza delle assunzioni avviene all’interno dei servizi veterinari, con una richiesta crescente per gli esperti in piccoli animali, con 2.700 nuovi impiegati negli ultimi anni. Il 70% di questi servizi è specializzato sui cani, mentre il 28% sui gatti. Dal 2011, inoltre, si assiste a una crescita costante delle occupazioni nel settore dell’assistenza, dal supporto psicoterapico a quello fisico, dove si ricorrere proprio ad amici a quattro zampe per la pet-therapy.

Emergono infine altri business correlati, come le soluzioni assicurative, i corsi di addestramento, le pensioni giornaliere durante le ore d’ufficio e molto altro ancora. Dei dati promettenti poiché, nei Paesi europei, l’universo complessivo degli animali domestici potrebbe contribuire sul PIL con cifre dallo 0.2 all’1% annuo.

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