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Cani e gatti comprendono il tempo e giudicano i proprietari

Cani e gatti comprendono il tempo e giudicano i proprietari

Fonte immagine: Pixabay

Cani, gatti e altri mammiferi comprendono il passare del tempo e giudicano gli umani in base ai loro comportamenti temporali: ecco lo studio.

Cani e gatti potrebbero non solo essere in grado di accorgersi del tempo che passa, ma anche di giudicare i comportamenti del proprietario in relazione a specifiche scadenze. È quanto rivela uno studio della Northwestern University, pronto a confermare come il cervello dei mammiferi disponga di una precisa area per la misurazione del tempo.

La ricerca è stata condotta dal Weinberg College of Arts and Sciences della già citata università, analizzando il comportamento dei topi, sebbene gli esperti ritengano i risultati trovati possano essere facilmente estesi a cani e gatti. Nel dettaglio, i ricercatori hanno analizzato un gruppo di neuroni presenti nella corteccia entorinale mediale del cervello dei ratti, scoprendo siano in grado di attivarsi come un vero e proprio orologio.

Così come rivela lo studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, gli scienziati hanno sottoposto i topi ad alcuni esperimenti comportamentali. Agli animali è stato richiesto di compiere un preciso percorso, caratterizzato da un corridoio affacciato su una porta. Dopo vari test, i roditori hanno compreso di poter aprire la porta semplicemente fermandosi a metà corridoio, rimanendo immobili per sei secondi precisi. Una volta eliminato l’ostacolo, agli animali è stato consegnato un premio alimentare.

Dopo questa prima fase di training, ai topi è stato presentato un percorso analogo, ma caratterizzato da una porta “invisibile”, ovvero la struttura della stessa priva però di ogni anta. Nonostante l’assenza di ostacoli fisici, i roditori si sono comunque fermati a metà percorso, attendendo rigorosamente i sei secondi prima di procedere. James Heys, uno dei ricercatori alla base dello studio, ha così spiegato:

Il topo non può sapere quando la porta è aperto o chiusa, perché è invisibile. L’unico modo che ha per risolvere il suo compito, perciò, è sfruttare il senso del tempo presente nel suo cervello.

Questa informazione conferma innanzitutto come i mammiferi siano in grado di comprendere lo scorrere del tempo, ma anche come possano giudicare – almeno in senso lato – il comportamento altrui in base a questo. Il caso tipico è quello del cane o del gatto, pronti ad attirare insistentemente l’attenzione del proprietario quando in ritardo rispetto alle consuete routine sulla fornitura del pasto. Non è però tutto: considerando come la corteccia entorinale mediale sia una delle aree del cervello più colpite dall’Alzheimer, si spera che questa scoperta possa alimentare nuove ricerche in futuro.

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