Cani: 5 miti da sfatare sul loro comportamento

Cani: 5 miti da sfatare sul loro comportamento

Comportamento dei cani: cinque miti da sfatare sulle interazioni tra l'uomo e il cane, la sua sicurezza e le relative regole.

Melissa Berryman, esperta in comportamenti canini, reazioni e oggi consulente nazionale in Massachusetts, ha fondato un gruppo per l’educazione del cane e relativi consigli per la sicurezza del proprietario. Il suo instancabile operato, con più di 10.000 cani, le ha consentito di evidenziare una serie di comportamenti standard e relativi miti influenzati dalla società.

Alcune di queste idee sbagliate riguardanti i cani, da sempre impongono comportamenti errati nei confronti degli animali. La prima riguarda proprio la conoscenza uomo-cane, ovvero tendere la mano verso l’animale per consentirgli di annusarla. È sbagliato e non serve, del resto due cani non si stringono la zampa per familiarizzare. È bene prima domandare al proprietario se è possibile toccare il cane e quindi chiederlo al cane stesso. Come? Battendo la mano sulla propria coscia, simulando quindi il rumore di una coda scodinzolante. Il cane si tranquillizza e si avvicina, quindi spontaneamente vi annusa per conoscervi.

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Il secondo falso mito riguarda la razza, o meglio come l’appartenenza determina il carattere e il temperamento. In realtà a plasmare la loro indole non è la razza ma una serie di fattori, ad esempio l’interazione con il branco e il ruolo al su interno. Il rapporto con gli esseri umani, il gioco di gruppo e il livello sociale ovvero il rango all’interno di una situazione interattiva. Tutto ciò forma il carattere senza dimenticare l’indole personale.

Un altro comportamento da sfatare riguarda l’attacco da parte del cane, cioè non è vero che se un cane ci punta e attacca non sia possibile cambiare il corso degli eventi. Quando Fido ci carica in realtà cerca di comprendere le nostre intenzioni, a fronte di una vista un po’ scarsa come quella che possiede. È meglio proporsi senza accessori fuorvianti, come cappelli, occhiali, sciarpe, che possano alterare la nostra espressione. È importante rilassarsi, nonostante il momento di tensione, e replicare segnali di pace: la voce acuta per un saluto gioioso e pieno di complimenti, la mano che tocca la coscia a simulare la coda e un comportamento generale sereno. Mai fissare il cane negli occhi, perché verrebbe interpretato come sfida.

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Il quarto falso mito riguarda il cartello che solitamente appendiamo fuori dalle nostre case, ovvero “Attenti al cane“. Non vi proteggerà da eventuali responsabilità e morsi, perché la lettura della scritta metterà in allerta gli ospiti. Tutto ciò creerà una catena di reazioni fatte di ansia e sospetto, mettendo in crisi sia il cane che l’ospite. È bene quindi scegliere cartelli diversi come “Non oltrepassare” oppure “Cani che giocano”.

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Infine l’ultimo comportamento riguarda il binomio padrone cattivo e cane aggressivo. In realtà ogni cane potenzialmente può trasformarsi da angelo in demone, tutto dipende dal livello di stress e insicurezza che lo circonda. Un animale che si sente minacciato e costretto in un angolo, per quanto buono possa essere, potrebbe ribellarsi e aggredire. Ma lo stesso può accadere tra simili, in particolare se l’animale avverte troppo interesse nei confronti del suo cibo, dei giochi e anche nei confronti del proprietario che considera di sua proprietà.

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