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Cane troppo dipendente dall’uomo: segnali e rimedi

Cane troppo dipendente dall’uomo: segnali e rimedi

Fonte immagine: Pixabay

Un cane troppo dipendente dal padrone è un animale sottomesso, stressato e ansioso: un comportamento da individuare e correggere con facili rimedi.

Un cane troppo dipendente dal proprietario potrebbe nascondere un profondo disagio e l’incapacità di socializzare con i propri simili: è un comportamento molto diffuso che sottolinea l’indole sottomessa del quadrupede. Nonostante ogni cane possegga un proprio carattere, esistono casi in cui può mostrare una forte dipendenza dal padrone e dal suo branco, alla ricerca di protezione e conferme costanti. Per aiutarlo è necessario imparare a riconoscere i segnali in modo da educarlo correttamente, così da renderlo maggiormente autonomo e più sereno.

Segnali

Un cane dipendente è un animale che segue il proprietario ovunque, sia fisicamente che con lo sguardo, per paura di rimanere solo. Solitamente i segnali sono molto chiari perché rifiuta la solitudine anche se per pochi minuti, finendo per piangere, abbaiare o cercando di seguire l’umano fuori dalla dimora. È un animale che non riesce a distrarsi giocando da solo, ma soffre della sindrome dell’abbandono: per questo motivo tende a rovinare e distruggere oggetti presenti in casa, oppure a scavare in giardino. Il contatto è ricercato in modo forsennato, anche nascondersi tra le gambe dell’umano, oppure semplicemente condividendo lo stesso spazio, finendo per piangere, guaire e anche mostrare un comportamento nervoso e aggressivo. Potrebbe leccarsi e mordersi le zampe per lo stress, subire passivamente i rimproveri abbassando la testa o sdraiandosi sulla schiena, fino a temere gli estranei e i propri simili. La sua è una sofferenza profonda che può spingerlo a rilasciare sul pavimento il contenuto della vescica e dell’intestino.

Cause

Cane anziano

Le cause di questo comportamento possono essere tante: ad esempio il cane potrebbe essere stato strappato prematuramente alle cure materne e al suo affetto, per questo ricrea con il proprietario quel genere di simbiosi. Oppure ha subito abusi, maltrattamenti, ha vissuto condizioni di disagio emotivo e fisico che l’hanno fatto soffrire e sentire solo, oppure non è stato adeguatamente socializzato con i propri simili. La sindrome dell’abbandono lo attanaglia e soffoca anche perché vive troppe ore da solo nella noia casalinga, oppure il comportamento è una conseguenza diretta di un passato trascorso a lungo in canile o per strada. I cambi della routine, della casa ma anche delle persone presenti possono favorire questa condizione, come la morte dell’affetto più caro o l’enfatizzazione dei saluti prima di uscire o al rientro in casa.

Rimedio

Intervenire è fondamentale avviando un percorso educativo e correttivo, una serie di comportamenti e regole da attuare così da limitare il senso di dipendenza di Fido. Ad esempio è bene non enfatizzare il momento del rientro casalingo assumendo un atteggiamento distaccato e tranquillo, in pratica ignorando il cane così da non eccitarlo ulteriormente. Lo stesso tipo di comportamento andrà replicato durante il percorso rieducativo con il supporto di un comportamentista, evitando anche di incrociare lo sguardo del cane. Meglio non trattarlo al pari di un bambino, magari prendendolo in braccio o permettendogli di accedere al letto. Ottima invece l’idea di giocare con lui fingendo di perdere così da subire la sua forza, questo aumenterà la sua sicurezza personale. E se il cane segue ovunque il proprietario è meglio chiudere la porta isolandolo per poco senza cedere alle sue lamentele, ma uscendo solo quando avrà smesso e fingendo di ignorarlo così ridurre lo stress della situazione. Un educatore comportamentista potrà risultare di aiuto così da suggerire la metodologia più utile da mettere in atto.

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