Cane strozzato a Roma: monta la protesta

Cane strozzato a Roma: monta la protesta

Un cane aggressivo viene contenuto dalla Polizia dopo l'attacco a una passante: il cappio è troppo stretto, il veterinario non è presente, l'animale muore.

Il tentativo di contenimento di un cane aggressivo si trasforma in tragedia e fra gli animalisti monta la protesta: un molossoide, sfruttato probabilmente da due malintenzionati per rapine e piccoli furti, è stato legato dalla Polizia a una ringhiera a seguito dell’attacco a una pensionata. Il cappio stretto attorno al collo, l’altezza della corda e l’assenza dei veterinari dell’ASL hanno condannato l’animale a due ore di agonia e a un’atroce morte. E sui social network si tuona contro le forze dell’ordine.

Il tutto è avvenuto a Roma, nel quartiere San Basilio, quando il grosso cane ha aggredito una donna, mordendola a gambe e mani. L’esemplare pare fosse in compagnia di due rumeni – Vasile Popov e Cosmin Giorgin, poi fermati dalle forze dell’ordine – intenti a distruggere le vetrine di una locale pizzeria, sfruttando proprio l’irrequieto animale per spaventare i passanti e tenere lontano gli agenti. La Polizia è però riuscita a salvare l’aggredita bloccando il cane, per poi legarlo con un cappio a una vicina inferriata in attesa dell’arrivo del veterinario dell’ASL di turno, impegnato però in un altro intervento nei pressi di Ostia.

Una soluzione temporanea quella scelta dalla polizia, un metodo per evitare il peggio nell’attesa del veterinario, il quale tuttavia sul posto non è mai sopraggiunto. Un cappio troppo stretto, teso in modo innaturale sulla ringhiera e i guaiti del cane hanno richiamato in strada una decina di passanti scioccati, i quali hanno documentato ciò che stava accadendo con smartphone e videocamere. Date le immagini traumatiche dell’agonia si è deciso di non condividere il video, comunque reperibile sulle pagine del Il Messaggero. Si tratta di contenuti molto forti – il cane si agita disperatamente per respirare finché, dopo due ore di lotta, si accascia al terreno senza vita – e pare che ora interverrà la Procura di Roma per capire se vi siano delle responsabilità da attribuire all’operato di chi ha contenuto l’aggressività del molossoide e stabilire cosa abbia trattenuto il veterinario.

Sui social network, nel frattempo, monta un’accesissima protesta: gli animalisti sottolineano come quello non sia affatto il modo per legare un cane – il cappio a strozzo non avrebbe fatto altro che stringersi a ogni movimento dell’animale – sebbene le forze dell’ordine non avessero molte possibilità d’azione, data l’urgenza dell’intervento e l’irrequietezza dell’esemplare.

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