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Cane punito con il collare elettrico: una denuncia a Torino

Cane punito con il collare elettrico: una denuncia a Torino

Fonte immagine: Pexels

Un proprietario della provincia di Torino è stato denunciato per maltrattamenti di animali: aveva dotato il suo cane di un collare elettrico.

Aveva scelto un collare elettrico per gestire il suo cane, un dispositivo capace di emettere una scossa per impedire all’animale di abbaiare. È quanto è accaduto a Nichelino, un comune nelle vicinanze di Torino, così come riporta TGCom24. Sul posto è intervenuta una squadra della polizia locale e per l’uomo è scattata la denuncia per maltrattamento di animali.

Così come riporta il quotidiano online, sarebbe stato un vicino di casa a segnalare le condizioni del cane alle forze dell’ordine. Stando a quanto reso noto, il collare elettrico era stato predisposto per rilasciare una scossa in presenza di forti rumori, dissuadendo così l’animale dall’abbaiare.

Gli agenti della polizia locale, dopo alcuni appostamenti, hanno confermato l’effettiva presenza del collare elettrico sul collo del quadrupede e, di conseguenza, hanno immediatamente predisposto il sequestro del dispositivo. Sebbene questo strumento sia liberamente acquistabile – tanto da essere presente su vari portali di vendita online – la legge ne vieta l’utilizzo per i cani. Lo strumento può infatti determinare, oltre all’ovvio dolore causato dalle scariche elettriche, anche una condizione di persistente timore e di depressione nel quadrupede che lo indossa, tale da determinare un vero e proprio maltrattamento.

Sempre TGCom24 sottolinea come sul cane rinvenuto nel torinese siano state trovate ferite al collo e segni di bruciatura del pelo, proprio dovute all’utilizzo del collare elettrico.

Sebbene non si tratti del primo sequestro per questa tipologia di strumento avvenuto in Italia, sui social network è nato un dibattito spontaneo sulla disponibilità del dispositivo. Gli utenti, infatti, si domandano perché – oltre al divieto di utilizzo sui cani – non ne venga impedita la vendita, fatto salvo casi eccezionali. Molti dei modelli disponibili in rete vengono infatti descritti come specificatamente pensati per l’utilizzo con i quadrupedi domestici, sebbene il ricorso non sia invece ammesso dalla legge.

Fonte: TGCom24

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