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Cane condannato alla soppressione: scatta la petizione

Cane condannato alla soppressione: scatta la petizione

Fonte immagine: wsanter by Pixabay

Un cane di razza Dogo argentino rischia la soppressione in Danimarca perché considerato illegale: il proprietario italiano ha lanciato una petizione.

Il cane Iceberg è a rischio soppressione: a decretarlo una normativa danese, che considera la sua razza tra quelle più pericolose. Una vera e propria black list incentrata sulla Breed Specific Leigislation, che mette in evidenza le razze vietate. E tra queste spicca quella di Iceberg, ovvero un Dogo Argentino. Ma la cagnolona, di soli due anni, non è nata in Danimarca, bensì è originaria dell’Italia. La quadrupede è l’animale di affezione di Giuseppe, originario di Avellino e da poco trasferitosi a Copenhagen. Il ragazzo ha lasciato l’Italia per raggiungere la sua compagna, che presto lo renderà padre, e per lavorare nella città danese. Iceberg è cresciuta al suo fianco, accolta in casa in Italia quando era cucciola e da sempre amata e curata.

Appena la coppia è riuscita a creare una stabilità di vita ha pensato bene di ricongiungersi con il cane, trasferendolo a Copenhagen. Seguendo l’iter consueto, la raccolta di tutti i documenti necessari per l’imbarco, l’acquisto del biglietto aereo, i controlli all’aeroporto di Roma e quindi all’arrivo in dogana a Copenhagen. Nessuno ha bloccato il passaggio di Iceberg, oppure ha allertato Giuseppe sulle normative vigenti.

Il giovane non era a conoscenza delle regole danesi in fatto di razze canine, memore delle normative italiane non così restrittive in merito. Per un mese la famiglia ha vissuto serenamente, senza problemi di sorta, ma a stravolgere il loro futuro è stata una semplice zuffa tra cani. Senza grosse conseguenze, con un piccolo graffio accidentale avvenuto per separare gli stessi. Indicato proprio come graffio superficiale di circa tre millimetri e aggiunto sul rapporto stilato serenamente dalla polizia danese.

Ma questo è bastato perché il cane venisse segnalato e prelevato, quindi inserito in lista soppressione perché vietato. Da quel momento Giuseppe e la sua compagna hanno avviato una battaglia legale, con il sostegno dall’associazione danese Fair Dog e dall’italiana Enpa, contro le autorità danesi. L’unica possibilità di salvezza per il cane è quella di fare ritorno in Italia, ed è ciò che chiede il ragazzo anche attraverso una petizione. Enpa invece, tramite la presidente Carla Rocchi, ha redatto una lettera diretta all’ambasciatore italiano in Danimarca e all’ambasciatore danese in Italia, supplicando un loro intervento perché sollecitino una grazia da parte del Ministro alle politiche ambientali e agricole.

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