• GreenStyle
  • Pets
  • Cane rischia di morire in aereo, la compagnia non paga le cure

Cane rischia di morire in aereo, la compagnia non paga le cure

Cane rischia di morire in aereo, la compagnia non paga le cure

Un cane rischia di morire in aereo per le mancanze del personale di trasporto, ma la compagnia aerea rifiuta di pagare le spese veterinarie: succede in USA.

Si torna a parlare di cani e trasporto aereo, dopo la vicenda che qualche giorno fa ha visto protagonisti un non vedente e il suo cane guida, allontanati da un volo US Airways Express. La vittima di oggi è invece un levriero, Sedona, che ha rischiato di morire a causa del mancato rispetto delle norme di trasporto per gli animali da parte dell’United Airlines.

Janet Sinclair, la proprietaria del cane, si è trasferita da San Diego a Boston lo scorso luglio. Così, venuta a conoscenza del programma di trasbordo animali “United Airlines PetSafe”, la donna ha deciso di prenotare un volo per portare i suoi animali domestici – un cane e un gatto – nella sua nuova abitazione. Ma qualcosa non è andato secondo i programmi: la sua Sedona ha infatti rischiato di morire e ha dovuto sottoporsi a tre giorni di cure per un totale di 2.700 dollari, fatture che la compagnia aerea si rifiuta di pagare.

Stando al programma sopracitato, con il pagamento di una somma extra sul biglietto è possibile optare per il trasporto sicuro degli animali domestici, in un ambiente condizionato e fresco dove – da contratto – non vengono superati i 29.5 gradi centigradi per più di quarantacinque minuti. Janet, tuttavia, sin dall’inizio del viaggio ha avuto l’impressione di essere stata raggirata: mentre sostava sul velivolo in attesa del decollo, ha infatti potuto osservare il carico di bagagli e animali e ha documentato tutto con il suo smartphone.

A infastidirla inizialmente il trattamento riservato dal personale addetto al carico: la gabbia apposita dove Sedona era rinchiusa, infatti, pare sia stata presa a calci dagli operati per spostarla di metro in metro, anziché sollevarla come d’obbligo. Inoltre, gli animali sarebbero stati lasciati alla luce diretta del sole cocente – a San Diego d’estate le temperature superano facilmente i 30 gradi – per oltre un’ora, anziché nel bus climatizzato promesso dall’accordo. Quindi il decollo e una brutta sorpresa arrivati a destinazione. Stando a quanto dichiarato dalla donna, infatti, all’arrivo il cane è stato rinvenuto in condizioni tragiche: la gabbia ricoperta di urina, feci, sangue e con l’animale privo di sensi, così come documentato su Facebook. Queste le dichiarazioni della proprietaria:

La gabbia di Sedona era piena di sangue, feci e urina. Sedona era nel pieno di un collasso da caldo. Le lenzuola all’interno ricoperte di sangue. Stava urinando e defecando sangue. Stava letteralmente morendo davanti a me.

Portata d’urgenza in una clinica veterinaria, i medici hanno confermato il collasso per il caldo, con la conseguente infezione delle vie urinarie e dell’apparato digerente. Sottoposta a terapia intensiva per tre giorni e fortunatamente salvata, la proprietaria si è rivolta alla compagnia aerea per richiedere il pagamento delle cure. In questo frangente, le sarebbe stato proposto di firmare un “non-disclosure agreement”, un accordo di non-divulgazione per evitare che l’accaduto facesse cattiva pubblicità alla società. Janet non solo non ha accettato, ma ha aperto una pagina Facebook per informare i viaggiatori di quanto fosse successo e si è messa in contatto con i network televisivi a stelle e strisce. A quanto pare, United Airlines sosterrebbe l’esistenza di patologie pregresse del cane di cui non sarebbe responsabile, sebbene i veterinari abbiano confermato il colpo di caldo.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Questo cane ha trovato un modo efficace per protestare!