Cancro alle ossa nei cani, una scelta difficile

Cancro alle ossa nei cani, una scelta difficile

Il cancro alle ossa nei cani, uno dei tumori più diffusi, richiede al proprietario di dover scegliere tra amputazione, chemioterapia o eutanasia per Fido.

Il cancro non risparmia nemmeno i nostri amici a quattro zampe: si tratta, infatti, di una patologia non rara fra cani e gatti. Ma che fare quando il veterinario diagnostica un cancro al cane di casa, come ad esempio un osteosarcoma?

I tumori degli animali necessitano di cure intense, simili a quelle del cancro umano, anche se tendono a svilupparsi molto più rapidamente data la breve vita media di un cane o di un gatto. A differenze dell’uomo, però, quando si parla di Fido il proprietario si trova a dover scegliere fra due estremi fra loro opposti: eutanasia o terapie dolorose? A provare a dare una risposta a questo gravoso dilemma, ci pensano gli esperti veterinari del portale PetMD.

Il tutto parte dall’analisi proprio dell’osteosarcoma, un cancro delle ossa fra i più diffusi fra i cani. Ogni tumore, tuttavia, ha le proprie regole e precise modalità di progresso, quindi è sempre meglio riferirsi alle indicazioni del proprio veterinario, prendendo invece questi consigli come suggerimenti da valutare di caso in caso.

Un cancro come l’osteosarcoma solitamente richiede l’amputazione dell’arto affetto, a cui si aggiunge un ciclo di chemioterapia che può durare diversi mesi. Le aspettative di vita non sono elevatissime: si parla di 5 mesi per l’amputazione e di 7-13 mesi per la chemioterapia. Tempi ristretti che possono indurre il proprietario a evitare ulteriori sofferenze al proprio cane in favore della soppressione. In generale ci si trova a scegliere fra quattro alternative, illustrate qui di seguito. A guidare la scelta sarà sempre l’affetto per il proprio cucciolo, con l’imperativo di non aggiungere sofferenza a quella che il nostro amico a quattro zampe sta già sopportando a causa della sua malattia.

  1. Soppressione: se il cancro fosse già in uno stato avanzato e le possibilità di recupero remote, con aspettative di vita di poche settimane o di un paio di mesi, bisogna prendere una delle decisioni più difficili per amore del proprio cane. Inutile, infatti, è allungare immotivatamente la sofferenza di Fido, considerato come l’osteosarcoma sia particolarmente doloroso;
  2. Amputazione: l’amputazione è solitamente necessaria in ogni percorso di cura, ma si può scegliere di evitare la debilitante chemioterapia qualora l’aspettativa di vita non fosse elevatissima. Si può decidere, in altre parole, di procedere all’intervento per godere di circa 6 mesi in più in compagnia del proprio cagnolino, senza costringerlo a stressanti cure;
  3. Amputazione con chemioterapia: l’amputazione con chemioterapia è la soluzione ideale per quei tumori scovati in fase iniziale e di cui ci sono buone speranze di ripresa. Si può superare l’anno in termini di aspettativa di vita, ma richiede molto impegno perché l’animale dovrà sottoporsi ai cicli di cura anche più volte alla settimana.
  4. Amputazione con ricovero: negli Stati Uniti, e sempre più di frequente in Europa, si stanno sperimentando nuovi percorsi terapeutici per i casi meno disperati. Pare che buoni risultati siano stati ottenuti dall’amputazione con ricovero: il cane viene tenuto per qualche giorno in ospedale, in genere una settimana, e sottoposto non solo all’intervento, ma anche a un intenso percorso chemioterapico sotto stretto controllo medico. In questo modo, si riducono i cicli di chemio in itinere, richiesti una volta circa ogni tre settimane.

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