Cambiamenti climatici: umanità al collasso nel 2050

Cambiamenti climatici: umanità al collasso nel 2050

Il mancato intervento dei politici mondiali nella lotta ai cambiamenti climatici porterà al collasso l'umanità nel 2050 secondo uno studio australiano.

I cambiamenti climatici porteranno l’umanità al collasso nel 2050. Uno scenario catastrofico che potrebbe non essere riservato a film fantascientifici o teorie disfattiste. Secondo quanto affermato all’interno dello studio australiano “Existential climate-related security risk” la razza umana potrebbe andare verso i primi danni irreversibili già a partire dal 2030. La ricerca è stata condotta dagli esperti del “National Center for Climate Restoration“, guidati da David Spratt e Ian Dunlop.

Il 2050 viene indicato dal “Think thank” australiano come l’inizio della fine, con i primi ecosistemi della Terra al collasso. Il tutto deriverebbe dall’immobilismo che potrebbe caratterizzare i prossimi decenni a livello politico e di lotta ai cambiamenti climatici. Lo scenario tracciato è quello che deriverebbe dal non agire immediatamente per arginare il riscaldamento globale.

Sarà sufficiente che i politici mondiali perdano tempo durante il prossimo decennio. Non intervenire contro i cambiamenti climatici tra il 2020 e il 2030 significherà perdere l’ultimo treno per evitare la catastrofe, spiegano i ricercatori australiani. La soluzione sarebbe a portata di mano, ovvero mobilitare tutte le risorse economiche e tecnologiche disponibili per una rapida transizione verso un’economia carbon-free (ottenendo così un incremento delle temperature ampiamente al di sotto dei 2 gradi centigradi).

Perdendo questa occasione si andrà verso un incremento delle emissioni di CO2 ai livelli più alti mai visti negli ultimi due milioni di anni. Solo a quel punto, proseguono gli studiosi australiani, i politici tenteranno di rimedia alla situazione, ma sarà a quel punto troppo tardi: il riscaldamento globale toccherà quota +3° (2,4 da emissioni e 0,6 per il “carbon feedback, la reazione del pianeta al global warming).

Arrivati al 2050 collasseranno i primi ecosistemi, a partire dall’Artico, fino alla Barriera Corallina e all’Amazzonia. Ondate di calore mortali investiranno per almeno 20 giorni all’anno il 35% delle terre emerse, interessando il 55% della popolazione mondiale. Il 30% della superficie terrestre si inaridirà rendendo inabitabili l’area del Mediterraneo, la zona sud-ovest degli USA, il Medio Oriente, l’Asia occidentale e l’entroterra australiano. Ne deriverà anche una crisi idrica che causerà l’implosione dell’agricoltura mondiale e si scatenerà in tutta la sua violenza il fenomeno della migrazione climatica. Guerre e carestie daranno infine il colpo di grazia all’umanità così come concepita finora.

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