Cambiamenti climatici: la troppa CO2 anticipa l’autunno

Cambiamenti climatici: la troppa CO2 anticipa l’autunno

Fonte immagine: Pixabay

Cambiamenti climatici, l'autunno arriva prima: l'elevata concentrazione di CO2 spinge gli alberi ad anticipare la caduta delle foglie.

I cambiamenti climatici stanno alterando il ritmo delle stagioni, causando un anticipo dell’autunno. È quanto svela un nuovo studio condotto dallo Swiss Federal Institute of Technology, nell’analizzare il ciclo di vita degli alberi. Date le temperature più elevate, e una maggiore concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, le foglie iniziano il loro processo di decadimento in modo accelerato rispetto alla normalità.

Nonostante possa apparire questione da poco, si tratta di un problema da non sottovalutare: la modifica dei cicli naturali potrebbe avere effetti importanti su tutto l’ecosistema, minacciando la sopravvivenza di varie specie vegetali e animali.

Cambiamenti climatici e autunno

Con l’aumento costante delle temperature negli ultimi decenni, gli esperti hanno sempre ipotizzato un posticipo della stagione autunnale. Il maggiore calore assorbito dagli alberi avrebbe infatti determinato un ingiallimento posticipato delle foglie, data la possibilità di approfittare di un clima quasi estivo fino a ottobre inoltrato. Eppure le ultime rilevazioni condotte in Svizzera mostrano uno scenario diverso, opposto a quello ipotizzato: questa stagione arriva in anticipo. Più che la temperatura, infatti, a influire sono le concentrazioni di anidride carbonica.

Anziché partire con tre settimane di ritardo, come precedentemente previsto, l’autunno potrebbe addirittura arrivare con una settimana d’anticipo. La quantità di anidride carbonica che un albero può assorbire è infatti limitata nel corso dell’anno e, quando le capacità e le necessità della pianta sono state assolte, inizia il processo di ingiallimento e caduta delle foglie. Poiché a causa delle attività umane la quantità di CO2 presente in atmosfera è estremamente elevata, gli alberi saturano le loro capacità d’assorbimento con largo anticipo rispetto ai ritmi normali.

I ricercatori hanno analizzato i dati disponibili sui cicli vegetali nell’Europa Centrale, dal 1948 al 2015. Dalla verifica, è emerso come negli ultimi decenni la primavera tenda a partire in anticipo, mentre la stagione estiva sia caratterizzata da una fase di crescita velocizzata di piante e coltivazioni dato il maggior assorbimento di anidride carbonica. Proprio poiché questo assorbimento raggiunge livelli record nella stagione calda, il punto di saturazione giunge prima rispetto al classico equinozio, causando una caduta precoce delle foglie.

Le conseguenze

Ma quale impatto ha questa alterazione causata dai cambiamenti climatici? Le conseguenze potrebbero essere le più svariate. Innanzitutto, potrebbero subire modifiche i cicli di crescita e di quiescenza di tutte le varietà vegetali, alterando profondamente anche la coltivazione agricola destinata all’alimentazione dell’uomo.

Inoltre, potrebbe risultare meno efficace l’opera di contrasto e neutralizzazione delle emissioni di CO2 in atmosfera, poiché il periodo di attività degli alberi è più limitato, dilungando invece stagioni – come autunno e inverno – dove le concentrazioni di questo gas aumentano sensibilmente. Ancora, potrebbe venir meno il ruolo delle piante nella termoregolazione del Pianeta, determinando così estati sempre più torride e inverni sempre più gelidi.

Fonte: Daily Mail

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