Cambiamenti climatici: a rischio due quinti delle piante mondiali

Cambiamenti climatici: a rischio due quinti delle piante mondiali

Fonte immagine: Pixabay

I cambiamenti climatici minacciano la sopravvivenza di due quinti delle piante mondiali, fra queste moltissime varietà usate a scopo medicinale.

I cambiamenti climatici potrebbero mettere a rischio ben due quindi delle piante oggi conosciute a livello mondiale. Fra queste anche molte varietà medicinali, oggi impiegate non solo come rimedio naturale, ma anche per la produzione di diversi farmaci. È questo l’allarme lanciato da Kew Gardens, organizzazione che ha da poco pubblicato l’edizione 2020 dell’annuale report “State of the World’s Plants and Fungi”.

Il report raccoglie il parere e i dati di 210 scienziati distribuiti in 42 nazioni mondiali, per classificare il rischio di estinzione di oltre 140.000 piante, di cui 723 medicinali. Dai dati, emerge come almeno due quinti delle specie sia a rischio d’estinzione, contro il singolo quinto registrato nel 2016.

Cambiamenti climatici e piante: gravi danni

I cambiamenti climatici in corso stanno modificando gran parte degli habitat naturali. Le specie vegetali purtroppo non sempre riescono ad adattarsi alle repentine modifiche nella temperatura, così come all’alterato accesso all’acqua e agli elementi nutritivi nel suolo. Un problema che coinvolge soprattutto le specie tropicali, come quelle ospitate nelle foreste pluviali, oggi minacciate anche da incendi e deforestazione per fare spazio all’agricoltura.

Dal report pubblicato da Kew Garden, emerge come il 39.4% delle piante oggi conosciute sia a rischio estinzione, una percentuale raddoppiata in meno di quattro anni. Alexandre Antonelli, direttore scientifico di RBG Kew, ha definito preoccupante questo quadro:

È davvero una fotografia allarmante del rischio che stiamo correndo, è necessaria un’azione urgente. Stiamo inoltre perdendo la corsa contro il tempo: molte specie stanno probabilmente scomparendo molto più velocemente rispetto alla nostra capacità di scoprirle e catalogarle. Alcune di queste potrebbero conservare importanti elementi per risolvere le sfide più urgenti della medicina, anche in relazione alle correnti o emergenti pandemie.

Come già accennato, delle specie a rischio ben 723 sono usate a scopo medicinale. Tra gli impieghi più frequenti, la creazione di farmaci per problemi cardiocircolatori, dermatologici, respiratori e disturbi da raffreddamento. Di tutte le piante medicinali a oggi conosciute, circa 5.441, quelle a rischio ne rappresentano il 13%.

Fra le varietà maggiormente minacciate, spicca la Brugmansia sanguinea. La pianta è usata per medicinali dedicati ai disturbi cardiocircolatori e ora risulta estinta in natura, esiste solo come varietà coltivata. Destino analogo per la Nepenthes khasiana, usata a scopo dermatologico, così come la Warburgia salutaris per i disturbi respiratori.

Il dato è ulteriormente allarmante perché, nonostante la grande varietà di piante disponibili sulla Terra, quelle utili all’uomo sono ridotte. Il 90% del fabbisogno alimentare ed energetico dell’uomo è soddisfatto da 15 specie: se dovessero scomparire, sarebbe a rischio la stessa sopravvivenza umana.

Fonte: Daily Mail

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