Cambiamenti climatici: ridurre la CO2 non è più sufficiente

Cambiamenti climatici: ridurre la CO2 non è più sufficiente

Fonte immagine: Pixabay

Cambiamenti climatici, tagliare le emissioni di CO2 potrebbe non essere più sufficiente: è quanto rivela un nuovo studio.

Per contrastare i cambiamenti climatici, ridurre la CO2 potrebbe non essere più sufficiente. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports: anche se l’umanità riuscisse a portare le emissioni di anidride carbonica a zero, sarebbero necessari altri interventi.

La ricerca mette in evidenza i ritardi accumulati nella lotta al cambiamento climatico e l’urgenza di un’azione di concerto a livello mondiale, per evitare gli effetti più disastrosi del surriscaldamento globale.

Cambiamenti climatici e CO2

Lo studio è stato condotto dalla BI Norwegian Business School, analizzando le attuali emissioni di CO2 a livello mondiale e tutti gli altri fattori che influiscono sui cambiamenti climatici e il surriscaldamento del Pianeta. Anche se l’uomo riuscisse a portare a zero la propria produzione di anidride carbonica – fatto peraltro assai improbabile – bisognerebbe agire su altri fonti. Dal metano alla plastica, dai metalli pesanti ad altri inquinanti: non è solo la CO2 a influire sulle temperature terrestri.

I ricercatori hanno elaborato dei modelli per l’evoluzione del clima terrestre, basandosi sulla progressione storica dal 1850 a oggi ed effettuando previsioni fino al 2500. Jorgen Randers, docente di climatologia e a capo dello studio, ha confermato come lo scenario sia davvero preoccupante:

In base ai nostri modelli, l’umanità è ben oltre al punto di non ritorno quando si tratta di bloccare lo scioglimento del permafrost tagliando le emissioni di CO2. Se vogliamo davvero fermare questo processo, dobbiamo fare qualcosa in più. Ad esempio, catturare dall’atmosfera l’anidride carbonica e sigillarla sotto terra, ma anche rendere la superficie della Terra più riflettente.

Entro il 2500, la temperatura della terra sarà di 5.4 gradi Fahrenheit più elevata rispetto al 1850, un fatto che comporterà un aumento del livello dei mari di circa tre metri. Per evitare questo processo, l’uomo avrebbe dovuto azzerare le emissioni di anidride carbonica tra il 1960 e il 1970. Oggi è quindi troppo tardi, servono degli interventi più stringenti.

Lo studio genera però perplessità da alcuni esperti in cambiamenti climatici, come il meteorologo Michael Mann della Penn State University:

Il modello che hanno usato è davvero di bassa complessità. Non rappresenta realisticamente i pattern di circolazione atmosferica su larga scala. Per questo simili previsioni dovrebbero essere prese con grande scetticismo.

Fonte: USA Today

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