Cambiamenti climatici: un quarto dei tweet negazionisti proviene da bot

Cambiamenti climatici: un quarto dei tweet negazionisti proviene da bot

Fonte immagine: Pixabay

Un quarto dei tweet negazionisti sui cambiamenti climatici viene scritto da bot: è quanto rivela un nuovo studio della Brown University.

Quello dei cambiamenti climatici è un tema che ormai da tempo tiene banco sui social network, dove quotidianamente si scontrano i sostenitori e i detrattori della teoria sul surriscaldamento globale. La discussione virtuale potrebbe però essere stata inquinata da bot, ovvero degli utenti non umani, pronti a diffondere notizie per spostare l’opinione pubblica sulla questione. È quanto rivela uno studio condotto dalla Brown University: ben un quarto dei tweet negazionisti, infatti, proverebbe proprio da bot.

Lo studio in questione non è ancora stato pubblicato nella sua interezza, così come riferisce BBC, ma i ricercatori hanno voluto rilasciare qualche nota preliminare. A quanto pare, esisterebbe una rete abbastanza organizzata di bot, elaborati per rifiutare le teorie sul cambiamento climatico e aumentare, di conseguenza, le discussioni online a favore del negazionismo.

I ricercatori hanno analizzato 6.5 milioni di tweet nei mesi immediatamente antecedenti e successivi all’annuncio di Donald Trump, avvenuto nel 2017, di voler abbandonare l’Accordo di Parigi. Di tutti i messaggi pubblicati su Twitter, ben il 25% degli interventi contrari alla teoria del cambiamento climatico sarebbe riconducibile a bot.

Questi risultati suggeriscono un impatto sostanziale dei bot automatizzanti nell’amplificare i messaggi negazionisti sul cambiamento climatico.

Per giungere a questi dati, i ricercatori hanno impiegato uno strumento sviluppato dall’Università dell’Indiana e chiamato Botometer: il software, in base a diversi parametri, è infatti in grado di valutare se un tweet sia stato scritto da un vero utente oppure da un bot. Non solo cambiamenti climatici, ma anche altri temi: il 38% di tutti i post sulla “falsa scienza” proviene da strumenti automatizzati, così il 28% di quelli in supporto delle compagnie petrolifere. In media, questa rete può arrivare a pubblicare una grande quantità di messaggi, anche 25.000 in un singolo giorno.

Sul versante opposto, quelli dei sostenitori dell’esistenza dei cambiamenti climatici, il fenomeno è decisamente più contenuto: solo il 5% dei messaggi deriva da bot.

Fonte: BBC

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