• GreenStyle
  • Salute
  • Cambiamenti climatici: più morti rispetto alle malattie entro il 2100

Cambiamenti climatici: più morti rispetto alle malattie entro il 2100

Cambiamenti climatici: più morti rispetto alle malattie entro il 2100

Fonte immagine: Pixabay

I cambiamenti climatici potrebbero determinare, entro il 2100, più morti rispetto alle malattie: è quanto svela il National Bureau of Economic Research.

I cambiamenti climatici potrebbero determinare un aumento sensibile dei decessi in tutto il mondo, tanto che nel 2100 potrebbero esservi più morti a causa del clima che per le malattie. È questa l’ultima e preoccupante analisi del National Bureau of Economic Research: se non si interverrà per bloccare i processi in corso, sarà a rischio la stessa sopravvivenza dell’uomo.

Senza nessun intervento per limitare l’immissione in atmosfera di gas tossici e contenere la temperatura, nel 2100 si registreranno 85 morti “climatiche” ogni 100.000 persone. Un tasso che potrebbe raggiungere le 160 persone in quei luoghi che, già oggi, soffrono di gravi problematiche dovute all’inquinamento e al clima arido. Così ha spiegato Solomon Hsiang, docente per l’Università della California Berkeley e fra gli autori dell’analisi:

Stiamo facendo molto in tutto il mondo per migliorare i sistemi sanitari. Il cambiamento climatico potrebbe però rappresenta un enorme passo indietro in questa direzione.

Cambiamenti climatici: più morti nei Paesi caldi

L’aumento delle morti potrebbe essere più evidente in quelle aree dove i cambiamenti climatici determineranno estremi aumenti delle temperature. In questi luoghi, ad esempio a ridosso dell’Equatore o nei Paesi tropicali, il tasso di decessi potrebbe sfiorare le 200 persone per 100.000 residenti. In altri, come il Nord dell’Europa, tale tasso potrebbe risultare estremamente più basso, dato il clima più fresco. Ma potrebbero esservi problemi di sovraffollamento, poiché in molti potrebbero decidere di trasferirsi nelle nazioni più vicine all’Artico proprio per effetto dell’afa asfissiante nei Paesi d’origine. D’altronde, già oggi si iniziano a vedere gli effetti negativi di questo processo: una forte ondata di calore ha provocato, nel 2015, la morte di 3.000 persone tra India e Pakistan.

Le morti “climatiche” avranno ovviamente anche effetti sociali ed economici. Gli esperti stimano un costo di 37 dollari per singolo individuo, se si considerano unicamente i fattori legati all’aumento delle temperature. A questi vanno ovviamente aggiunti altri elementi, come le problematiche di salute dovute allo smog e all’inalazione di particolato, la scarsità di cibo, il più difficile accesso all’acqua potabile e molto altro ancora.

Fonte: Time

Le informazioni riportate su GreenStyle.it sono di natura generale e non possono essere utilizzate per formulare indagini cliniche, non devono essere considerate come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento, l’assunzione o la sospensione di un farmaco , non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico generico, di uno specialista , di un dietologo o di un fisioterapista. L’utilizzo di tali informazioni e’ sotto la responsabilita’, il controllo e la discrezione unica dell’utente. Il sito non e’ in alcun caso responsabile del contenuto, delle informazioni, dei prodotti e dei servizi offerti dai siti ai quali greenstyle.it puo’ rimandare con link.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Un time lapse mostra come l’uomo sta distruggendo la Terra