Cambiamenti climatici, minacciati tesori sommersi di Portofino

Cambiamenti climatici, minacciati tesori sommersi di Portofino

Fonte immagine: Greenpeace

Effetti dei cambiamenti climatici anche sui fondali dell'area marina protetta di Portofino, la conferma dai monitoraggi di Greenpeace.

Evidenti impatti dei cambiamenti climatici anche sui fondali di Portofino. A lanciare l’allarme è Greenpeace, la cui campagna “Difendiamo il mare” è arrivata lungo le coste della Liguria. Nell’area marina protetta della località ligure i danni del riscaldamento globale sarebbero evidenti. A dimostrarlo i rilevamenti compiuti con i ricercatori del DiSTAV dell’Università di Genova e gli esperti dell’Area Marina Protetta per il Progetto “Mare Caldo”.

Negli ultimi anni prosegue il riscaldamento delle acque più profonde dell’area marina protetta di Portofino, come registrato dai termometri disposti dai responsabili dell’AMP. Il picco di calore è stato registrato nel 2018, 21 gradi, nettamente superiore ai 18 gradi normalmente previsti a 40 metri di profondità. Ha sottolineato Giorgio Fanciulli, direttore dell’AMP di Portofino:

La nostra è l’Area marina protetta più a nord dei mari Italiani, il fatto che anche qui le temperature aumentano fa temere per il futuro della biodiversità marina. Il lavoro di monitoraggio fatto fino ad oggi evidenzia come gli impatti del cambiamento climatico vadano ad aggravare quelli delle altre attività umane nell’area. Per questo abbiamo deciso di lavorare con Greenpeace in modo che dal confronto dei nostri dati con quelli di altre aree si possa non solo capire meglio cosa sta succedendo, ma anche sviluppare adeguati strumenti di gestione e tutela.

Greenpeace Operazione Mare Caldo
Fonte: Greenpeace

Cambiamenti climatici, campagna “Mare Caldo”

Si tratta della seconda tappa per il Progetto “Mare Caldo” di Greenpeace, che segue il monitoraggio svolto all’Isola d’Elba e precede quelli che verranno svolti a Capo Carbonara – Villasimius (Sardegna) e al Premmirio (Sicilia). Ha concluso Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace:

Quanto stiamo osservando durante la nostra spedizione è che dall’inquinamento da plastica all’impatto dei cambiamenti climatici, il mare sta soffrendo a causa dell’impatto dell’uomo. Non vi è più tempo da perdere se vogliamo salvare le creature che lo abitano. Dobbiamo da un lato tagliare le emissioni dei gas serra e dall’altro sviluppare la rete di aree protette in linea con l’impegno dell’Italia di proteggere entro il 2030 il 30% dei propri mari. Se il mare viene tutelato, la biodiversità è in grado di affrontare meglio i cambiamenti in atto.

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