Cambiamenti climatici: i lockdown non fermano la CO2

Cambiamenti climatici: i lockdown non fermano la CO2

Fonte immagine: Pixabay

Cambiamenti climatici, i lockdown per il coronavirus hanno avuto limitato effetto nel contenere la produzione di CO2 a livello mondiale.

I cambiamenti climatici non hanno subito grandi rallentamenti dai lockdown imposti per contenere la diffusione del coronavirus, nonostante i dati incoraggianti emersi la scorsa primavera. È quanto rende noto la World Meteorological Organization, nel sottolineare come questo 2020 non abbia determinato un’inversione nel trend della produzione di gas inquinanti.

Nonostante in primavera si sia effettivamente registrato un calo nelle emissioni dovuto ai lockdown imposti in tutto il mondo, a livello annuale la variazione è assai esigua, per non dire ininfluente.

Cambiamenti climatici, CO2 e lockdown

Tra marzo e aprile, nel pieno del lockdown per la prima ondata di COVID-19, la riduzione nel tasso di inquinamento aveva fatto ben sperare gli esperti. Con le scuole chiuse e gran parte dei lavoratori costretti allo smart working, le strade si erano liberate dalle automobili. Tanto che, in quello stesso periodo, moltissimi animali selvatici avevano deciso di tornare a frequentare anche i centri urbani. D’altronde, nel corso della primavera la riduzione della CO2 prodotta è stata di ben il 17%. E le immagini riprese dai satelliti mostravano una Pianura Padana finalmente libera dallo smog, un fatto che non accadeva da decenni.

Eppure, il trend positivo è durato poco. Con la riapertura delle attività lavorative e scolastiche a ridosso con l’estate, infatti, la produzione di CO2 è rapidamente tornata ai livelli consueti in tutto il mondo. Secondo il WMO, nel 2019 si sono registrati 410.5 ppm medi di anidride carbonica a livello mondiale, con un aumento di 2.6 ppm rispetto al 2018. Nel 2020 si registreranno dati analoghi, addirittura in crescita, seppur ridotta: si attende un aumento tra gli 0.08 e gli 0.23 ppm.

Abbiamo superato il livello di 400 parti di anidride carbonica per milione nel 2015 e quattro anni dopo abbiamo superato i 410, una crescita così veloce mai vista nella storia. La riduzione nelle emissioni durante il lockdown è solo una brevissima pausa in un trend di lungo periodo, non in grado di modificarne l’evoluzione. La pandemia da Covid-19 non è quindi una soluzione ai cambiamenti climatici.

Queste le parole di Petteri Taalas, segretario generale del WMO, il quale invita i governi internazionali ad azioni più mirate per bloccare l’emissione di gas serra e scongiurare l’avanzare dei cambiamenti climatici.

Fonte: BBC

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