Cambiamenti climatici, Greenpeace a Gentiloni: ora fatti concreti

Cambiamenti climatici, Greenpeace a Gentiloni: ora fatti concreti

Lettera di Greenpeace al Presidente del Consiglio Gentiloni per chiedere azioni urgenti e concrete dell'Italia contro i cambiamenti climatici.

Una lettera al Presidente del Consiglio Gentiloni per chiedere con urgenza fatti concreti nella lotta ai cambiamenti climatici. A inviarla è stata Greenpeace, che ha scelto la giornata conclusiva della COP23 di Bonn per sottolineare come l’Italia e l’Unione Europea siano nella posizione di dover passare in fretta “dalla parole ai fatti”.

Dal punto di vista della lotta ai cambiamenti climatici l’Italia sta procedendo in avanti, ma ancora più a parole che nei fatti secondo l’associazione ambientalista. Come ha dichiarato Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia:

L’Italia sta facendo alcuni passi avanti. Tra questi l’annuncio dell’abbandono del carbone entro il 2025 o l’adesione all’alleanza “Powering Past Coal” avvenuta proprio durante la COP. Per ora si tratta solo di annunci a cui non seguono i fatti. In Europa, dove è al momento in discussione un pacchetto di misure che definirà il futuro energetico dei prossimi dieci anni, l’Italia sta mantenendo posizioni retrograde a favore delle energie più inquinanti.

In particolare Greenpeace trova in accettabile, come dichiarato in una nota, che l’Italia finanzi con soldi pubblici fonti come carbone, gas e nucleare. Mancano inoltre obiettivi davvero ambiziosi, prosegue l’associazione, per la crescita della produzione da fonti rinnovabili e una data certa per l’uscita dell’UE dal carbone. Ha proseguito Iacoboni:

Stiamo facendo gli interessi di Germania, Polonia, e altri Paesi estremamente legati ai combustibili fossili, e se continueremo così saremo responsabili del fallimento delle politiche climatiche.

L’UE tornerà a confrontarsi su questi temi il 18 dicembre 2017 a Bruxelles durante un Consiglio Europeo sull’energia, in occasione del quale gli Stati Membri saranno chiamati ad esprimere le rispettive posizioni sul “Clean Energy for all Europeans”. È tempo quindi, conclude Iacoboni, che sia l’Europa che l’Italia abbandonino posizioni “poco chiare e per nulla ambiziose” a favore di impegni concreti:

La buona notizia che arriva da Bonn è che Trump non è riuscito a bloccare le trattative sul clima, nonostante il suo annuncio di voler abbandonare gli accordi di Parigi. Ora c’è bisogno di azioni perché il tempo stringe. I veri leader devono tornare nei propri Paesi e dimostrare di aver compreso l’urgenza della situazione. Questa COP non è un punto di arrivo né un punto di partenza, ma un passo avanti lungo un percorso, iniziato due anni fa a Parigi, a cui ora occorre dare un’accelerazione importante.

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