Cambiamenti climatici, Galletti: forte preoccupazione per il clima

Cambiamenti climatici, Galletti: forte preoccupazione per il clima

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha espresso la sua preoccupazione per i cambiamenti climatici e ribadito l'importanza di un accordo alla COP21.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha espresso la sua preoccupazione per i cambiamenti climatici, nel corso del convegno #Acquesicure, svoltosi ieri presso il Padiglione Italia di Expo 2015, l’esposizione universale dedicata all’alimentazione sostenibile in corso a Milano.

Galletti ha dichiarato che i cambiamenti climatici potrebbero essere responsabili delle bombe d’acqua che si stanno abbattendo con una frequenza sempre maggiore sull’Italia, causando frane e alluvioni che mettono a rischio migliaia di persone.

Secondo il ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare anche se non esistesse una relazione diretta tra le bombe d’acqua che hanno colpito la Penisola e il riscaldamento globale la situazione sarebbe comunque drammatica:

Sappiamo per certo che i cambiamenti climatici in futuro causeranno sconvolgimenti a livello globale. Sono ancora più preoccupato se le alluvioni di oggi non sono frutto dei cambiamenti climatici, perché quando li avremo sarà ancora peggio.

Galletti ha poi ribadito l’impegno in prima linea dell’Italia alla COP21, la conferenza sul clima in programma dal 30 novembre all’11 dicembre a Parigi. I grandi della Terra si riuniranno per trovare un accordo globale vincolante per la riduzione delle emissioni di gas serra. Gli ostacoli da superare per giungere a un’intesa sono tanti. Uno dei principali nodi da sciogliere sarà la reticenza dei Paesi in via di sviluppo a impegnarsi, in piena fase di industrializzazione, per ridurre l’inquinamento generato.

Su questo punto Galletti si è mostrato conciliante, sostenendo che i Paesi occidentali hanno contribuito in modo determinante al riscaldamento globale e devono riconoscere il loro impatto ambientale devastante:

L’industrializzazione del ‘900 ha causato immissione di C02 maggiore di quella che hanno causato gli altri Paesi meno industrializzati, quindi non possiamo bloccare del tutto la loro industrializzazione, ma dobbiamo fare una mediazione con loro.

Il ruolo dei delegati italiani alla COP21 sarà proprio quello di grandi mediatori. Soltanto l’unione potrà garantire la vittoria della battaglia contro i cambiamenti climatici:

Se vogliamo che la sequenza di tragedie anche da noi si arresti almeno nel medio periodo dobbiamo riuscire a Parigi a chiudere un accordo alto che sia capace di mettere assieme le ragioni dello sviluppo e quelle del clima, le ragioni del Sud e quelle del Nord del mondo. Perché dalla minaccia dei cambiamenti climatici nessuno si salva da solo.

Galletti ha ricordato infine che la COP21 non può chiudersi con un fallimento. Bisogna necessariamente trovare un accordo globale per scongiurare danni irreparabili alla salute del Pianeta, all’economia e alla popolazione mondiale.

Per Galletti l’impegno degli Stati membri dell’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di gas serra è un primo passo importante, ma da solo non è sufficiente a mitigare l’impatto del riscaldamento globale:

Ben venga un accordo europeo di riduzione di CO2 entro il 2030, ma dobbiamo essere protagonisti come Europa affinché Parigi 2015 sia un successo, bisogna ottenere un accordo con tutti i Paesi del mondo per abbassare il surriscaldamento del Pianeta.

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