Cambiamenti climatici: i fiori cambiano colore

Cambiamenti climatici: i fiori cambiano colore

Fonte immagine: Pixabay

I cambiamenti climatici stanno modificando il colore dei fiori: le piante producono quantità maggiori di pigmenti pensati per neutralizzare i raggi UV.

I cambiamenti climatici influiscono anche sui cicli di vita di fiori e piante, modificandone le strategie d’adattamento. È quando dimostra un nuovo studio condotto da Matthew Koski, ecologista per la Clemson University, soprattutto su alcuni esemplari di cinquefoglia alpina. La Potentilla neumanniana nana sta infatti cambiando i propri colori, per rispondere in modo più efficace alle trasformazioni in atto sul clima. E lo stesso sta accadendo per molte altre varietà del Pianeta.

Il processo sarebbe dovuto all’aumento repentino delle temperature e alla maggiore esposizione ai raggi UV del Sole. I raggi UV possono infatti danneggiare la produzione di polline e le piante, nei corso dei millenni, hanno adottato speciali strategie per limitarne l’azione. In particolare le varietà tropicali, capaci di produrre speciali pigmenti capaci di neutralizzare queste radiazioni.

Cambiamenti climatici e fiori: lo studio

Il team guidato da Koski negli ultimi anni ha scoperto interessanti proprietà dei fiori. Nel dettaglio, le specie maggiormente esposte ai raggi UV – sia perché si trovano ad altezze elevate oppure poiché vicine all’equatore – producono un pigmento speciale capace di limitarne gli effetti. Per questa ragione, i ricercatori hanno voluto verificare se l’aumento delle temperature e dell’esposizione solare possa aver spinto altre specie a seguire la medesima strategia adattiva.

Gli esperti hanno analizzato più di 1238 fiori, raccolti e archiviati dal 1941 a oggi in Europa, Australia e Stati Uniti. Le piante sono state quindi immortalate tramite una speciale fotocamera sensibile ai raggi UV, capace quindi di rilevare cambiamenti nei pigmenti. Dallo studio, è emerso come negli ultimi 75 anni molti fiori abbiano modificato i propri colori, rendendoli più intensi e scuri, proprio producendo quantità maggiori di pigmenti anti-UV.

L’alterazione di colore è molto difficile, se non impossibile, da cogliere a occhio nudo. Eppure, dal 1941 a oggi si registra un aumento medio del 2% nella produzione del pigmento UV.

L’incremento rimane comunque molto variabile da specie a specie, a seconda degli habitat naturali di queste piante. La Potentilla neumanniana nana, comunemente nota come cinquefoglia alpina, ha visto una sensibile produzione di pigmento anti-UV: crescendo in alta montagna, è maggiormente esposta ai raggi UV anche date le modifiche allo strato di ozono in atmosfera. Alcune piante appartenenti alla famiglia delle Utricularia hanno invece ridotto la produzione del pigmento, poiché un maggiore assorbimento di raggi UV rappresenta un danno per il loro polline, sempre a causa dei cambiamenti climatici.

Fonte: Science Mag

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