Cambiamenti climatici, Al Gore: tra le cause del problema migranti

Cambiamenti climatici, Al Gore: tra le cause del problema migranti

Fonte immagine: Pixabay

Secondo Al Gore i cambiamenti climatici in corso avrebbero una parte di responsabilità verso l'arrivo di migranti negli Stati Uniti d'America.

Il problema dei cambiamenti climatici ha una relazione diretta con migrazioni e povertà. Questo è quanto sostiene l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore, che ha rilasciato un’intervista alla trasmissione Circus dove parla proprio delle carovane migratorie che dal centro America si spostano e cercano di entrare negli Stati Uniti. Migranti e “climate change”, due problemi affrontati – a suo modo – da Donald Trump che costruisce muri per arginare il primo e nega l’esistenza del secondo.

Al Gore sostiene la sua teoria portando l’esempio del “Dry Corridor”, un’area che si estende lungo diversi Stati americani, dove il terreno è così arido che in un anno non è stato possibile ottenere nessun raccolto. Proprio da queste terre, secondo Al Gore, parte il viaggio dei migranti verso gli Stati Uniti alla ricerca di territori più fertili. Durante l’intervista Al Gore dice che il problema può coinvolgere anche altre aree del mondo:

La siccità diventa un problema insormontabile quindi ci sono persone costrette a raccogliere i pochi averi e partire dicendo “Non possiamo vivere così”. Lasciano le loro fattorie e si dirigono verso le città, in queste però trovano bande di criminali e allora continuano il loro viaggio verso nord.

Il problema ambientale potrebbe portare – secondo le stime fatte da Al Gore – a più di un miliardo di rifugiati climatici in un secolo. Moltissime persone che scelgono di abbandonare la propria terra per cercarne una più florida, superando i confini dei vari stati. Un numero molto alto che potrebbe mettere in difficoltà la politica e la pace dei Paesi. A fine intervista inoltre Al Gore attacca direttamente Trump e i Repubblicani che sminuiscono il problema del cambiamento climatico rivelando:

Conosco alcuni repubblicani che sulla crisi climatica in pubblico dicono l’esatto contrario di quello che raccontano in privato. Se dicessero di essere dalla mia parte, darebbero un vantaggio all’avversario e quindi tacciono.

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