Cambiamenti climatici, a rischio la biodiversità mondiale

Cambiamenti climatici, a rischio la biodiversità mondiale

I cambiamenti climatici minacceranno la biodiversità mettendo a rischio il 73% delle specie animali e vegetali entro il 2100.

Una perdita catastrofica di biodiversità a livello mondiale. Questo potrebbe essere l’effetto dei cambiamenti climatici entro la fine secolo. A sostenerlo uno studio internazionale guidato dai ricercatori dello University College London (UCL). La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature.

Secondo quanto affermato dal Dott. Alex Pigot (UCL Centre for Biodiversity & Environment Research), alla guida dello studio, il rischio per la biodiversità legato al riscaldamento globale non si imporrà in maniera progressiva, ma al contrario:

Mentre il clima si scalderà, all’interno di una certa area molte specie saranno capaci di ripararsi per un po’, prima di superare la soglia limite di temperatura, mentre un’ampia fetta delle specie si troverà improvvisamente di fronte a condizioni mai sperimentate prima. Non si tratta di scivolare lungo un pendio, ma di una serie di “bordi di scogliera”, che colpiranno diverse aree in tempi differenti.

Non si tratterà quindi di un impatto che colpirà le specie vegetali e animali in unico momento verso la fine del secolo, ma un progressivo estendersi degli effetti negativi legati ai cambiamenti climatici. Conclusioni tratte analizzando i dati sui modelli climatici tra il 1850 e il 2005, incrociati con la portata geografica di 30.652 specie tra cui rettili, pesci, mammiferi, uccelli, anfibi e altri animali e piante. Sono state analizzate nel dettaglio 100 aree o “celle” di estensione pari a 100 km chilometri quadrati.

Da qui sono state creati modelli predittivi per ciascun anno da qui al 2100, ipotizzando quello che sarà il destino delle specie incluse in ciascuna cella. Nello specifico quando sarà, a intervalli di cinque anni, il momento in cui ciascuna specie subirà gli effetti più devastanti dell’incremento delle temperature.

La maggior parte delle specie risulterà a forte rischio all’interno della stessa decade. Gli oceani tropicali andranno in evidente sofferenza entro il 2030, mentre per la Grande Barriera Corallina il fenomeno sembra già essersi innescato. Dal 2050 gli effetti colpiranno anche a latitudini più alte, proseguono i ricercatori. Prima che arrivi il 2100, concludono gli studiosi, circa il 73% delle specie starà sperimentando i danni causati dal riscaldamento globale.

Fonte: Science Daily

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