Cambiamenti climatici: 1.2 miliardi senza casa nel 2050

Cambiamenti climatici: 1.2 miliardi senza casa nel 2050

Fonte immagine: Pixabay

I cambiamenti climatici potrebbero lasciare ben 1,2 miliardi di persone senza casa entro il 2050: si rischiano sommosse popolari ed esodi di massa.

I cambiamenti climatici potrebbero lasciare ben 1.2 miliardi di persone senza casa entro il 2050. È questa l’allarmante previsione dell’Institute for Economics and Peace (IEP) di Sydney: senza un’azione mirata di contenimento, la povertà è destinata ad aumentare e così anche il numero di persone in condizioni di vita insufficienti.

L’aumento delle temperature, la sempre maggiore desertificazione del Pianeta e le conseguenti difficoltà nell’agricoltura e nell’allevamento potrebbero sollevare scenari drammatici in tutto il mondo. Nessuna nazione sarà in grado di sfuggire alle conseguenze del cambiamento climatico, così come riferisce lo IEP, tuttavia a essere più colpite saranno le nazioni che già oggi sono più povere.

Le minacce ecologiche e il cambiamento climatico pongono grandi sfide allo sviluppo globale e alla pace. Le nazioni del mondo meno resilienti, quando devono affrontare disastri ambientali, sono più inclini a sperimentare anche disordini civili, instabilità politica, frammentazione sociale e collasso economico.

Per arrivare a questa previsione, lo IEP ha incrociato i dati resi disponibili dalle Nazioni Unite, dall’Internal Displacement Monitoring Centre e della FAO. Dall’analisi è emerso come alcuni fenomeni atmosferici disastrosi siano sempre più frequenti, come allagamenti, frane, uragani e cicloni. Dei fenomeni che portano a problematiche complesse come la difficoltà d’accesso all’acqua potabile, la perdita dei raccolti, la morte degli animali d’allevamento e molto altro ancora.

Cambiamenti climatici: rischio sopravvivenza

In una prospettiva di peggioramento di questo scenario, con temperature che rischiano di alzarsi oltre agli 1.5 gradi nei prossimi 30 anni, la sopravvivenza sarà sempre più difficile. La popolazione mondiale è destinata a raggiungere i 10 miliardi di persone. Europa e Nord America riusciranno a contenere i danni in modo più efficiente, ma non senza conseguenze, mentre le nazioni sub-sahariane e tropicali rischiano il collasso.

D’altronde, lo IEP prevede che entro il 2040 ben 5.4 miliardi di persone vivranno in nazioni dove l’accesso all’acqua potabile sarà complesso, comprese parte dell’India e della Cina. Una condizione che potrebbe incentivare esodi di massa, guerre civili e saccheggi.

È quindi importante invertire i cambiamenti climatici sin da subito, con azioni mirate alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, all’eliminazione della plastica e dei combustibili fossili.

Fonte: CNN

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