Calo emissioni di CO2 in Italia per il Coronavirus, Ronchi: non durerà

Calo emissioni di CO2 in Italia per il Coronavirus, Ronchi: non durerà

Fonte immagine: Foto di skeeze da Pixabay

In calo le emissioni di CO2 in Italia a causa della lotta al Coronavirus, Fondazione per lo Sviluppo: effetto temporaneo, servono azioni durature.

Emissioni di CO2 in calo in Italia, ma potrebbe essere soltanto un effetto temporaneo. Nel 2020 si sta assistendo a una evidente riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel Bel Paese, frutto questo delle limitazioni imposte dalla lotta al Coronavirus. Benefici per l’ambiente e il clima che non sembrano destinati a durare oltre la crisi, sottolinea il Rapporto “10 key trend sul clima – i dati 2019 in anteprima per l’Italia” redatto da Italy for Climate (iniziativa promossa dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, tra cui figurano anche Erg, Ing, e2i, Conou, illy, Davines).

La riduzione temporanea delle emissioni di CO2 in Italia causata dal Coronavirus non deve distrarre da quello che è l’andamento della lotta ai cambiamenti climatici. Questo il messaggio inviato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che sottolinea come il 2019 sia stato per il Bel Paese, sul fronte climatico, “un anno con più luci che ombre”.

Eppure il 2020 doveva essere l’anno, con molta probabilità si andrà verso un rinvio, in cui l’Italia co-organizzava la COP26 sul clima. Segnali positivi arrivano soltanto dalla riduzione dei costi delle rinnovabili elettriche e dal calo della produzione di energia da carbone. Di seguito i 10 trend indicati nel Rapporto “10 key trend sul clima – i dati 2019 in anteprima per l’Italia”:

  1. Negli ultimi quarant’anni in Italia la temperatura media è già aumentata di 1,6°C ,più della media mondiale che è di circa 1°C, e l’ultimo decennio è stato il più caldo di sempre.
  2. Nel 2019 in Italia gli eventi estremi connessi alla crisi climatica sono stati oltre 1.600, oltre dieci volte quelli registrati nel 2008. Solo nel 2019 sono aumentati del 60%e l’Italia si conferma uno dei Paesi europei più esposti ai rischi della crisi climatica.
  3. Nel 2019 le emissioni di gas serra in Italia si sono attestate a circa 423 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (MtCO2eq), tra 0,5 e 1% in meno rispetto all’anno precedente. Si tratta di una riduzione modesta non in linea con i target 2030. Il taglio delle emissioni è passato da oltre 17 MtCO2eq/anno nel 2005-2014 a poco più di mezzo milione di tonnellate dal 2014 a oggi.
  4. Il Governo ha annunciato di voler rivedere il target sul taglio delle emissioni di gas serra dimezzandole entro il 2030: nel prossimo decenniodovremmo quindi tagliarne in media quasi 15 MtCO2/anno.
  5. Negli ultimi anni i consumi energetici sono cresciuti come o più del PIL e questo trend viene confermato anche nel 2019: nel 2014 servivano 91,2 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) per produrre un milione di euro di PIL, nel 2019 sono necessari più di 93 tep.
  6. La crescita della produzione elettrica da energie rinnovabili negli ultimi 6 anni in Italia è stata molto bassa, appena il 3% contro il 24% della media europea.Nel 2019l’Italia ha perso la storica leadership in favore della Germania, che ha raggiunto il 41,5% di produzione elettrica da rinnovabili contro il 40,5% dell’Italia.
  7. Nelle aste per l’accesso ai meccanismi di incentivazione aperte nel settembre 2019, alcuni impianti eolici sono arrivati ad offrire un prezzo di 4,9 €cent per kilowattora: per la prima volta nella storia nel 2019 il costo della generazione rinnovabile è sceso al di sotto del prezzo medio di mercato, pari a 5,2 €cent/kWh.
  8. Negli ultimi due anni il prezzo delle emissioni di carbonio del sistema europeo dell’ETS (Emission Trading System) è passato da meno di 10 a oltre 25 € per tonnellata di CO2 emessa. Anche grazie a questa nuova dinamica la produzione elettrica da carbone, sempre meno conveniente, in Italia è scesa dai 49 miliardi di kWh del 2012 a circa 20 stimati nel 2019.
  9. Grazie alla crescita delle rinnovabili (fino al 2014), al miglioramento dell’efficienza delle centrali termoelettriche e alla riduzione del carbone (dal 2012)le emissioni di CO2 per produrre un kilowattora in Italia si sono dimezzate in trent’anni, scendendo per la prima volta nel 2019 sotto i 290 gCO2/kWh.
  10. Il calo di vendite delle auto diesel iniziato nel 2017 in Italia non si è tradotto in una crescita significativa dei veicoli con alimentazione alternativa, ma ha portato allo storico sorpasso delle auto a benzina che, proprio nel 2019, sono diventate le più vendute in Italia. Con il risultato di invertire un trend tradizionalmente positivo facendo aumentare le emissioni medie delle nuove auto immatricolate in Italia, passate da 112 a 119 gCO2/km in appena due anni.

Ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile:

Stiamo affrontando in queste settimane una grave crisi sociale ed economica dovuta alla pandemia globale di estrema gravità che ha messo in evidenza anche la fragilità dei nostri sistemi economici, globalizzati e interconnessi, molto vulnerabili difronte a crisi che si annunciano come potenzialmente globali anche quando incidono in modo differenziato e più rilevante in alcuni Paesi.

Questo fa riflettere anche su altre possibili crisi potenzialmente globali come quella derivante dal riscaldamento climatico. Secondo le stime di Carbon Brief, in Cina, il principale Paese emettitore e primo responsabile dell’aumento delle emissioni globali di gas serra degli ultimi due decenni, in queste settimane le emissioni si sarebbero ridotte di circa un quarto. Una dinamica simile potrebbe ripetersi anche in Italia, ma i dati aggiornati fino al dicembre del 2019 elaborati da Italy for Climate ci mostrano emissioni praticamente stazionarie da circa sei anni.

Questo significa che non è in corso un reale processo di riduzione delle emissioni serra. La storia ci insegna che in assenza di tale processo e di interventi tempestivi per indirizzare la ripresa, dopo una crisi economica grave e un calo significativo delle emissioni queste potrebbero tornare a crescere come e forse anche più di prima. Come ci dimostrano i dati dell’ultima grande crisi finanziaria: nel 2009 un calo del PIL globale di circa l’1,7% si è tradotto in un calo delle emissioni dell’1,2%, ma già l’anno successivo con un PIL a +4,3% le emissioni sono rimbalzate a +5,8%.

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